Spettacolo

Francesco Fele: “A scuola non cantavo con la passione di ora”

A soli 17 anni Francesco Fele scrive e pubblica un album. Si tratta di “Notti passate“, lavoro che tratta temi come la solitudine, l’amore, l’emarginazione, le delusioni. Attraverso la sua musica prevalentemente composta al pianoforte, ed i suoi testi, pieni di profondità e sentimento, il giovane artista abbraccia lo stile più elevato della musica Italiana e delle sue bellissime melodie, dalle classiche fino alle più moderne. Una sensibilità che vien fuori prevalentemente nelle canzoni d’amore, mai affrontate in maniera superficiale. Ecco una piacevole chiacchierata con lui.

Francesco Fele, sei giovanissimo: come nasce la tua passione per la musica?
La passione vera e propria è nata dopo molti anni che canticchiavo, mi spiego, già dai primi anni di scuola mi facevano cantare sempre ma non lo facevo con molta voglia o passione. Dopo qualche anno è cambiato qualcosa e iniziando a fare lezioni ho capito che la musica iniziava ad essere una parte fondamentale di me e, da subito, i miei insegnanti vedevano in me una voglia di fare diversa dagli altri. Poi quando ho iniziato a suonare il pianoforte tutto il resto è scomparso, passavo e passo tutt’ora giorni interi a suonare.

Com’è avvenuta la scelta delle tematiche e delle sonorità per i brani del tuo album Notti passate?
La tematica non è stata scelta in nessun modo. Scrivevo su ciò che mi faceva soffrire, a proposito di questo molte persone provavano a chiedermi “perché non provi a scrivere una canzone su questo?” e non sono mai riuscito a chiarire il fatto che io personalmente scrivo su ciò che sento di dover condividere con la musica, ciò che devo sfogare. Le sonorità dopo aver composto il lato pianistico mi mettevo lì e immaginavo come avrei voluto che fossero e anche come sarebbero arrivate di più. Ad esempio “Stanza buia” ho combattuto con i miei collaboratori per lasciarla accompagnata solo dal pianoforte.

Come nasce la collaborazione con Fernando Alba?
Fernando è arrivato nel momento in cui io credevo di aver finito l’album, gli ho inviato le tracce e per 3 mesi non ha fatto altro che tapparmi le ali e convincermi che non fosse niente di che ma quando poi abbiamo finito mi ha dimostrato tutto il suo piacere e anche che in realtà le canzoni gli piacevano molto. Lo ringrazio molto perché mi ha spinto a fare di meglio e abbiamo trovato l’intesa giusta per concluderlo al meglio.

Con quali artisti del panorama musicale italiano ed internazionale ti piacerebbe collaborare?
Non saprei chi dirti, ne stimo molti, probabilmente con qualche cantautore storici italiani, credo sia inutile fare nomi.

Siamo vicini al Natale: quindi un regalo che vorresti trovare sotto l’albero?
Vorrei trovare una situazione migliore nel mondo, non è retorica.. vorrei veramente tornare alla normalità.