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Influencer (M. Zizza/ L. Ercoli): “Sempre esistiti. Più che semplici fenomeni”

Influencer: Chiara Ferragni è soltanto la più nota e la più esposta delle personalità che gravitano nella rete. Il fenomeno, di interesse per gli studiosi, racconta la trasformazione radicale del marketing, dei consumi e delle abitudini. I personaggi della rete sono icone del nostro tempo, “nascono con un pubblico di fan e inevitabilmente di odiatori, haters. Sono molto più che semplici fenomeni di marketing, non ci fanno acquistare soltanto l’ultima scarpa alla moda, ma orientano anche le nostre abitudini e il modo di fare – ha sottolineato Lucrezia Ercoli – ci cambiano attraverso il processo di imitazione e rispecchiamento, sono quindi segni di una vita più ampia.”

 Device, protesi del corpo

La vita reale si avvicina sempre di più agli esempi virtuali. Si tratta di due modi di stare al mondo sempre più vicini e affini. “Il mio professore dice che i device sono protesi del corpo. Si sono fusi col corpo – ha osservato Michele Zizza, Dottorando di Ricerca presso il Dipartimento CoRiS della Sapienza – in rete se non si è presenti col brand, o per vincere le elezioni, è difficile farcela nel reale.”

Ferragni, una vita nella felicità e nei consumi

Influencer: sono un mezzo per arrivare alle masse, “sono sempre esistiti” – ha aggiunto Zizza, su Radio Cusano Campus. In passato Nino Manfredi è stato testimonial della Lavazza, “oggi Chiara Ferragni racconta una vita e una felicità immersa tra le merci. Non solo, anche campagne che meritano di essere evidenziate. Nella giornata contro la violenza di genere ha creato un’incredibile sensibilizzazione tra milioni di giovanissimi fan – ha aggiunto la professoressa Ercoli, autrice di Chiara Ferragni. Filosofia di un influencer – l’influencer riesce ad essere un esempio positivo, utile anche per la politica, nel divulgare determinati messaggi: perché non servirsene?”

Nativi digitali vs immigrati digitali   

Rimane il grande gap tra i nativi digitali, che nascono in un’era di device tecnologici e gli adulti distanti da fenomeni contemporanei. “Noi siamo frequentatori brizzolati di Facebook, ogni piattaforma ha una personalità influente – ha fatto notare Zizza, con ironia – l’obiettivo è arrivare a grandi numeri, a quante più persone possibili.”

  

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