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Generazioni: “Si formano ogni dieci anni, l’attuale formerà la prossima”

Generazioni: come si formano? Perché hanno caratteristiche diverse dalle precedenti e dalla successive? Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, con il professor Federico Capeci, docente di Ricerche di Mercato presso l’Università La Cattolica di Milano. “Ogni generazione nasce nel momento in cui un gruppo di adolescenti viene attraversato da un evento secolare, talmente importante che questo gruppo di ragazzi vedrà l’evento in corso come pretesto di emancipazione dalla propria famiglia – ha osservato Capeci – è un movimento naturale. Da giovani – adolescenti certo grandi eventi ci fanno capire che qualcosa dovrebbe cambiare. Basti pensare al ’68, alle guerre mondiali, da allora ad oggi si sono susseguite circa cinque generazioni: baby boomers, generazione x, millennials, post – millennials e l’ultima che è la generazione alfa.”

 

Generazioni e macro eventi che hanno segnato il passato, generati da giovani con le idee chiare sul futuro. Questa è ormai storia. “Oggi, invece, i giovani avvertono la frustrazione di non avere più la capacità e la responsabilità di portare avanti il ruolo di fautori del cambiamento – ha aggiunto il professor Federico Capeci – è il motivo per cui dovremmo essere tanto interessati ai giovani. Alcuni indizi sui giovani di domani li abbiamo. Possiamo identificare, già con certezza, alcuni eventi destinati ad accadere: bambini che guarderanno i cinesi come io guardavo gli americani, per esempio.  Ogni generazione crea la successiva. Il Coronavirus è importante per questa generazione come evento che darà il via al prossimo decennio. Ogni decennio è fatto di icone che vanno a rafforzare un certo tipo di stimoli, e comportamenti.”

 

Proviamo a dare uno sguardo al passato, “se i nonni di oggi vedono la vita come sappiamo è perché hanno vissuto la guerra. Oggi gli anziani ci dicono passerà – si è congedato Capeci – diversa è l’opinione della generazione x, cioè i 40/50 enni, per loro il Covid-19 comunica spiazzamento, non si sa da che parte bisogna stare, si ha la paura che sia l’ennesima bolla, l’ennesima situazione che non capiremo. Non sono soltanto gli eventi a creare le generazioni ma anche il sistema mediatico, i consumi, che rafforzano l’idea che siamo parte di una stessa generazione.” 

Ascolta l’intervista