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Sud (L. Bianchi): “Pienamente coinvolto nella seconda ondata di contagi”

Sud e Covid: la seconda ondata è un problema per il Mezzogiorno d’Italia. “Vi ricordate quando all’inizio dicevano per fortuna è partito dal Nord se fosse successo al Sud sarebbe stato un problema? – ha osservato il DG Luca Bianchi, de La Svimez, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – contrariamente alla precedente ondata epidemiologica, questa volta il Sud è pienamente coinvolto, anzi la seconda ondata è partita prima nel Mezzogiorno, i primi segnali di crescita c’erano già a metà agosto, le regioni maggiormente sofferenti sono la Campania e la Puglia. Un accumulo nel tempo di minori investimenti al Sud ha portato ad un’offerta di posti letto in terapia intensiva, piuttosto bassa. Abbiamo dodici posti letto in terapia intensiva nel Centro Nord e nove nel Mezzogiorno, è un vincolo rilevante.”

Disparità Nord Sud

La Svimez, associazione privata che promuove lo studio delle condizioni economiche del Sud Italia, aveva già evidenziato il divario Nord e Sud. “Colmare un gap che va avanti da anni, in dieci mesi, è un paradosso. Serviva maggiore efficienza da parte delle amministrazioni locali. In termini di percentuali sugli abitanti, abbiamo una minore intensità della pandemia, e una minore offerta di servizi – ha osservato Luca Bianchi – questa situazione di disparità, tra Sud e Nord, non può essere accettata. Il malato dovrebbe essere trattato allo stesso modo ovunque. 

L’offerta dei servizi

Sud e Covid: il problema, quindi, è dare la possibilità al Mezzogiorno di allinearsi alle altre regioni d’Italia. “La vera questione nuova è l’offerta dei servizi. Le crisi colpiscono i più deboli, perché hanno meno possibilità di difendersi e i dati sull’occupazione lo dimostrano. L’occupazione sta calando in maniera più significativa al Sud che al Nord – si è congedato il DG Luca Bianchi – per aiutare le imprese del Sud dobbiamo partire dall’offerta dei servizi: quindi trasporti, sanità, istruzione. Se il cittadino vive bene stanno meglio anche le imprese, quindi bisognerebbe concentrare le risorse sugli interventi e settori di cui sopra. Il Sud non è tutto uguale, non è tutto un disastro.”

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