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Lanchester (costituzionalista): “Scontro governo-regioni? L’emergenza sanitaria si aggiunge all’emergenza politico-costituzionale”

Fulco Lanchester, costituzionalista, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle misure restrittive differenziate per regione. “Siamo in emergenza sanitaria, ma questa emergenza sanitaria copre un’emergenza politico-costituzionale che è precedente ed è derivata dalle elezioni del 2018, dalla formazione del governo gialloverde e poi dalla formazione di una nuova maggioranza che non è totalmente solida al Senato –ha affermato Lanchester-. A questo punto la ripartizione di competenze tra centro e periferia, che è già difficile, si trova di fronte all’utilizzo di dpcm che sono atti amministrativi che hanno alle loro spalle decreti legge o atti normativi di tipo legislativo, ma che si susseguono velocemente e confliggono con la posizione di presidenti di Regione e sindaci che hanno una responsabilità locale. Non è un caso che il governo abbia lasciato un gioco ai presidenti di regione e ai sindaci con il monitoraggio del governo. E’ evidente che queste tensioni e queste discrasie in una situazione di doppia emergenza possono sorgere. L’anomalia sta nella situazione e nella tensione, per di più il Paese è molto lungo, le situazioni sono differenziate. I dpcm, se avessero una maggioranza coesa alle spalle, non porterebbero problemi, se non qualche tensione con le amministrazioni locali che non fanno parte dei partiti di maggioranza. Il tema è quello della macchina. Come risponde la macchina regionale e burocratico-statuale? E’ molto semplice dire di aver stanziato risorse, ma poi si attivano le procedure per l’attuazione dei provvedimenti. Per il problema dei trasporti ad esempio, tutti sanno che non c’è soltanto la posta per l’acquisto di nuovi bus, ma c’è bisogno di assumere autisti e assumerne in maniera proporzionalmente superiore a quella dei bus perché i turni sono tre. Per fare tutto questo ci vogliono dei tempi e la macchina burocratico-amministrativa non è veloce come il virus. Se comparate gli atteggiamenti di altri ordinamenti omogenei a quello italiano troverete le stesse difficoltà. In alcuni Paesi dell’estremo oriente il virus è stato soffocato in maniera maggiore e questo ci pone di fronte ad una realtà pericolosa, perché questo evidenzia che in momenti di emergenza la capacità di decisione è importante, ma è anche importante la struttura amministrativa, la presenza dello Stato. Bisognerà risolvere anche la crisi politico-costituzionale per risolvere la crisi sanitaria”.

Sulle scuole. “La didattica frontale è stata presa come punto fondamentale da parte di una delle forze di governo. Io che vivo il tema facendo lezione frontale e online in università posso dire che la soluzione è stata trovata dai miei studenti perché ho iniziato con 5 studenti in aula e 66 sul web, adesso li ho tutti sul web”.