Spettacolo

“Greenland” e Gerard Butler. Oggi i disaster movie hanno ancora qualcosa da dire?

Chissà se la dinamica catastrofista fa ancora presa sul pubblico. Forse ora più di prima storie da fine del mondo toccano note dolenti, oppure l’era dei disaster movie è ufficialmente tramontata dopo un 2020 che per praticità potremmo riassumere in “quando la realtà supera la fantasia”. 

Una famiglia da salvare, un matrimonio al capolinea, un figlio malato, l’apocalisse che incombe, questi gli ingredienti di Greenland. Dopo Attacco al potere 3, Gerard Butler torna insieme a Ric Roman Waugh in un thriller ad alto tasso di adrenalina. 

In un ruolo originariamente destinato a Chris Evans, Gerard Butler è John, un padre di famiglia, ingegnere edile, economicamente privilegiato. Quando i media di tutto il mondo cominciano a rimbalzare la notizia di una cometa in dirittura d’arrivo sulla terra, è nel suo suv e sta rincasando in una quartiere residenziale appena fuori città. La sua reazione non è dissimile alla nostra quando apprendemmo dell’esistenza del Covid. Un virus contagioso  – vero – si preparava a colpirci. Era già accaduto con sars ed ebola e noi occidentali ce l’eravamo cavata piuttosto bene. Nulla di nuovo perciò, ordinaria amministrazione. Nel mondo ci sono i virus e le comete – proprio questo 2 novembre un’asteroide di poco più di 2 metri potrebbe entrare nell’atmosfera – mentre Gerald Butler è preso dai rimorsi del tradimento, dagli attriti con la moglie, la bella Morena Baccarin, che nel prepararsi a partire per un viaggio di non ritorno pensa bene di fare i panini con la marmellata. 

La coppia comincia a prendere coscienza della gravità della situazione solo dopo aver ricevuto diversi avvisi da parte del governo. L’inquietante “allerta presidenziale”, trasmessa a reti unificate solo a pochi eletti, è il fischio d’inizio di una partita all’ultimo sangue per aver salva la pelle. Pezzi di cielo crollano sulle città e le radono al suolo, nell’arco di 48 ore la razza umana è destinata all’estinzione. Tentare di raggiungere i bunker del governo in Groenlandia, che in uno slancio creativo degli autori ha dato il titolo al film, o condannare se stesso e la propria famiglia, queste le opzioni a disposizione di Gerard Butler. 

Ovviamente il figlio diabetico, le isterie di massa, gli ingorghi e i saccheggi renderanno il tutto più complicato in questa corsa contro il tempo e la cometa.

Ha senso il disaster movie nel 2020? Una domanda che in Greenland non trova risposta. Sequenze che fanno scattare qualcosa, risvegliano a tratti quell’angoscia da lockdown che sembrava quasi sopita, con la caccia ai beni di prima necessità, il panico, l’assalto alle farmacie. Altre di maniera, non troppo brillanti, che fanno semplicemente sorridere nella loro assurditá. Greenland è un film che ha dei difetti, ma riportare le persone al cinema è di certo un suo merito.

Primo al boxoffice la pellicola di Gerard Butler non risponde al nostro quesito come vorremmo, ma forse saprà rispondere al vostro.