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Severino Salvemini: “Ho cominciato a dipingere per ridurre lo stress”

Severino Salvemini, economista bocconiano, Fondatore del Corso di Laurea in Economia per le arti, la Cultura e la Comunicazione presso l’Università Bocconi, è intervenuto a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, per raccontare i 57 acquarelli in mostra a Milano. Dal 20 al 23 ottobre 2020, show room Zeus Garage Blu, Corso San Gottardo, 21/9. Si tratta di opere che fanno rivivere le emozioni e le esperienze del passato attraverso scorci o frammenti di oggetti segnati dal tempo. Con questa nuova mostra Severino Salvemini rinnova il proprio impegno al fianco dell’Associazione CAF, donando i proventi della vendita delle sue opere a sostegno delle attività di accoglienza e cura di minori che hanno subito gravi maltrattamenti o abusi e che l’Associazione ospita, da oltre quarant’anni, nelle sue 5 comunità residenziali sul territorio milanese.

La pittura come antistress

“Ho cominciato a dipingere acquarelli per scopi terapeutici, per ridurre lo stress da lavoro, adesso mi trovo a fare progetti che riguardano contenuti specifici – ha osservato il professore Severino Salvemini, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – attraverso l’arte, l’aspetto razionale e meno razionale si incontrano.”

La tecnica dell’acquerello

“La ruggine è una tonalità un pò malinconica, odora di nostalgia, come tutte le cose passate – ha aggiunto Salvemini – la tecnica dell’acquerello è difficile, delicata, raffinata, molto sfidante. Non si può sbagliare. Nell’acquerello si parte sempre dal bianco della carta che viene miscelato ad altre tonalità. Chi è bravo con l’acquerello sa usare molto bene il colore con l’acqua.”

Scorci di cantieri o magazzini, un campo di bocce, ma anche particolari di archeologia industriale e iconiche auto vintage, nelle sue opere Severino Salvemini ha ritratto oggetti, momenti, atmosfere avvolte dalla ruggine. La stessa ruggine che a volte cerchiamo di togliere per ridare smalto e bellezza a qualcosa che è stato dimenticato, abbandonato, perso da qualche parte e che all’improvviso ricompare ai nostri occhi. Si tratta di cose o di ricordi.

Ascolta l’intervista