Spettacolo

Michele Amadori: “Avrei voluto scrivere come Morricone!”

Michele Amadori è uno tra i nomi più interessanti delle nuove leve cantautorali. Ha alle spalle una lunga gavetta che gli ha conferito una maturità unica nella scrittura delle sue canzoni e un’espressività vocale tutta da godere. Vincitore di tanti premi importanti, tra cui il Contursi Festival con la splendida “Protesto”, è una penna calda anch per il cinema e la televisione per cui spesso scrive colonne sonore di successo. Torna con un nuovo lavoro, “Fatti due conti”, l’artista calabrese che, in esclusiva per voi, racconta con l’ironia che l’ha reso celebre.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?
Canto da quando sono nato, suono da quando avevo 6 anni. I miei genitori mi comprarono la classica pianola Bontempi e, a detta loro, qualsiasi cosa ascoltassi in radio o alle TV, dopo pochi minuti riuscivo a suonarla. Da lì con grandi sacrifice cominciai le lezioni private di pianoforte, poi la scuola di musica. Lo strumento pagato a rate e la responsabilità di non deluderli. In seconda media, se non sbaglio, avevo già il diploma di teoria e solfeggio.

La tua prima esibizione dal vivo in assoluto quando è stata? Cosa hai cantato e cosa ricordi?
Quella che ricordo in modo trionfale fu “Lo scoiattolo d’oro” a Caserta. Cinque anni, primo classificato. Canzone in gara: Tanti auguri (che non c’entra niente con la canzoncina del compleanno).

“Fatti due conti” è il tuo nuovo singolo: com’è nata l’idea della copertina?
L’idea della copertina è tutta del mio amico grafico Adriano Corapi, lo stesso che ha fatto anche quella del mio ultimo album di due anni fa “Fermo al piano”. Due impronte della stessa mano… da piccola a grande, che sottolinea lo scorrere del tempo.

Cosa pensi dei talent show? Hai mai pensato di partecipare?
Diciamo che si stanno un po’ sgonfiando rispetto al successo che hanno avuto in passato. Penso che oltre al palcoscenico di Sanremo sia rimasta l’unica vetrina in TV. No, non ho mai pensato di partecipare, soprattutto perché non mi sono mai considerato un cantante. E nei talent spesso, più che il cantautore, è il cantante che emerge!

Hai scritto e scrivi musiche per documentari: ma per quale film del passato avresti voluto scrivere la colonna sonora e perché?
“C’era una volta in America”. Perché? Perché ho visto più volte il film e la musica del Maestro Ennio Morricone è perfetta e mi affascina.

Cosa consigli a chi magari è ancora piccolo, ma vuole intraprendere la carriera musicale?
Di trovarsi un lavoro!

Ecco il video di “Fatti due conti” di Michele Amadori: