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Biennale Cinema – la 77.ma che rimarrà negli annali

Per amanti e assidui frequentatori del festival, l’edizione 77 della Mostra del Cinema di Venezia non sarà facile da dimenticare. Resterà negli annali quel muro – alto e spesso da fare invidia a Trump – eretto per separare una folla che non c’è da red carpet e fotografi. 

Anche di celebrità e grandi nomi quest’anno c’è penuria, il direttore Alberto Barbera parla di “forza della qualità” a sospingere questa rocambolesca edizione, nascosta da quell’alto muro. Una barriera solo apparente, non lasciamoci ingannare, perché la mostra è di fatti regolarmente aperta a pubblico e accreditati.

Ciò che cambia è il protocollo: niente più file chilometriche, basta calca per gli autografi, niente urla e sputacchi per le star davanti al tappeto rosso. Prenotazione dei posti in sala, ingressi contingentati, mascherine in tutte le aree della mostra in barba ai negazionismi. Insomma le misure ci sono, efficaci, ben studiate, starà poi ad ospiti, pubblico e accreditati – quest’anno tutti dimezzati per via del distanziamento in sala – fare la propria parte. 

L’evento si è aperto, non poteva che essere così, sulle note di Ennio Morricone, ricordato dal figlio Andrea, profondamente commosso mentre dirige la colonna sonora di C’era una volta in America di Sergio Leone. 

Anna Foglietta, la madrina di questa particolarissima edizione, alla cerimonia di apertura ha parlato a una Sala Grande semivuota, facce nascoste dalle mascherine, telecamere di Rai movie intente a filmare e trasmettere l’evento in streaming –  eccezionalmente – in 100 sale cinematografiche sparse per l’Italia. Ci ha detto della forza del fare, della volontà di rimboccarsi le maniche e volgere in positivo il corso degli eventi che sembrano andare in tutt’altra direzione.

Lo stesso ha fatto Cate Blanchett, presidente di giuria 2020 che ha celebrato il cinema ricordando l’importanza degli infiniti fiumi di immagini e storie protagonisti delle nostre serate casalinghe nei lunghi mesi di isolamento. Immagini, storie, parole che oltre a riempiere i nostri salotti hanno contribuito a mantenere vivo un desiderio ben più grande, quello di tornare a sedersi in sala tra due sconosciuti e condividere emozioni spettacolari.

Un altro volto rimarrà legato a quest’edizione più unica che rara, quello di  Tilda Swinton – premiata con il leone d’oro –  che ci ha regalato il suo personalissimo, fantastico tributo alla magia del cinema, luogo felice, vera madrepatria, albero genealogico, “miglior dispositivo di protezione personale per l’anima”. 

Tutto questo celebra la 77esima edizione.