Attualità

Tartarughe Caretta caretta, ancora una schiusa in Salento

Seconda schiusa di tartaruga caretta caretta sulle spiagge del Salento in pochi giorni. Dopo le 50 nate sul litorale di Ugento alla fine della scorsa settimana, domenica pomeriggio poco prima delle 17, a Porto Cesareo, 72 tartarughine sono spuntate dalla sabbia. La schiusa è avvenuta su un tratto di spiaggia affollata di bagnanti dopo 62 giorni di incubazione. I piccoli, guidati dai volontari dell’aerea marina protetta di Porto Cesareo e da Legambiente, hanno preso subito la strada verso il mare. Si tratta di uno degli 8 nidi di caretta caretta individuati sulle spiagge del Salento. A detta degli esperti si tratta di un evento eccezionale perché la schiusa delle uova avviene generalmente con l’oscurità .

Gli angeli delle tartarughe, la storia di Oleana

Chi sono gli angeli che si occupano di proteggere i nidi delle tartarughe marine? Tra loro c’è Oleana Prato, insegnante catanese e volontaria del WWF,  da quattro anni si occupa dei nidi di tartaruga delle coste della Sicilia orientale. La sua storia è raccontata dal Corriere.it. «Quest’anno sono più di 60 nidi che io e i volontari del Wwf, aiutati da altre associazioni ambientaliste locali, osserviamo e proteggiamo».

Le tartarughe Caretta caretta

“Sono tre le specie di tartaruga marina che frequentano il Mediterraneo, ma una non nidifica qui e un’altra depone le uova solo nel bacino orientale. La Caretta caretta è l’unica che nidifica nei nostri mari e, con il riscaldamento dell’acqua dovuto ai cambiamenti climatici, sta ampliando il proprio areale più a nord” ha raccontato la biologa al Corriere.it. Quest’anno sono stati censiti cinque nidi anche sulle coste della Toscana, un record per la regione dell’Italia centrale. «Controllare i nidi di tartaruga è il lavoro più bello del mondo, si sta al mare e si fanno tante amicizie, ma non bisogna guardare alle ore di impegno. Si sta tutto il giorno in spiaggia, si fa il bagno, però si inizia alle 5 della mattina alla ricerca delle eventuali tracce lasciate nella notte dalle femmine che sono venute a riva a deporre le uova», spiega Oleana. «Poi, quando si avvicinano i giorni della schiusa, si rimane di notte accanto ai nidi per vedere che vada tutto bene, che le tartarughine imbocchino la via giusta verso il mare e non vengano distratte dalle tante luci che ormai ci sono sulle spiagge e che potrebbero confonderle, scambiandole per il riflesso della luna sull’acqua».

Quando vengono depositate le uova e quando avviene la schiusa

La stagione della deposizione ormai si sta allungando: inizia prima e finisce più tardi rispetto a qualche decennio fa, proprio a causa dell’aumento delle temperature. Ora le prime prove di deposizione, quando le femmine salgono a riva alla ricerca dei posti più adatti, si sono spostate a metà maggio. Una volte deposte, l’incubazione dura tra 45 e 90 giorni. «Dipende dalle coste», spiega ancora la biologa. «In Sicilia la media è 60 giorni, ma ne possono trascorrere anche 70. E le ultime schiuse ormai avvengono anche oltre la metà di ottobre». A Catania, con il Progetto Tartarughe del Wwf, si raccolgono le segnalazioni che provengono da un numero sempre più crescente di associazioni, volontari, ma anche di cittadini che passeggiando in spiaggia si sono accorti della presenza delle tipiche tracce lasciate dalle femmine quando vengono a riva e avvertono le Capitaneria di porto o gli stessi gruppi di protezione. «Gli operatori autorizzati dal ministero dell’Ambiente per prendersi cura dei nidi sono solo una cinquantina, anch’io ne faccio parte, ma i volontari sono molti di più. Oltre al Progetto Tartarughe, che va avanti da più di vent’anni, da quattro anni il Wwf è entrato nel programma europeo Life Euroturtles. Tra breve uscirà un articolo scientifico per sottolineare il successo delle nidificazioni del 2020 in Italia e in Sicilia in particolare».