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Mascherine (G. Zampetti): “Bisognerebbe usare quelle in stoffa, riciclabili”

Mascherine: quelle usa e getta sono inquinanti per l’ambiente, basta abbassare lo sguardo per constatare quante ne vengono buttate, in ogni dove. Sono giornaliere, durerebbero sei ore circa, poi bisognerebbe sbarazzarsene, c’è chi lo fa con civiltà e chi, invece, non perde occasione per disfarsene ovunque. Il problema è che con l’inizio del nuovo anno scolastico se ne useranno più, e quindi ne verranno buttate e smaltite in quantità. 

Mascherine usa e getta, rifiuti destinati all’incenerimento

Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, col direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti. “Due ministeri all’interno del governo stanno promuovendo le mascherine riutilizzabili. Alcune aziende italiane ne producono in stoffa, in modo da permettere il riuso – ha osservato Zampetti – le mascherine usa e getta, invece, al momento ne sono 44 tonnellate in più al giorno. Sono rifiuti destinati all’incenerimento.”

Il problema dello smaltimento c’è, ma è gestibile

Il tema ambientale, da sempre sottovalutato, deve diventare prioritario. Ad una settimana dal suono della campanella non è possibile non considerare la quantità di studenti che dovrà indossare la mascherina a tempo pieno. Meno consumiamo, meno inquiniamo, e per rimarginare il problema basta ricominciare da se stessi. Nel proprio piccolo. Acquistando una mascherina in stoffa e riutilizzandola eviteremmo di usare e buttarne in quantità spropositata Il punto non è tanto lo smaltimento, quanto il rispetto del prossimo e il tema della sostenibilità. “Il problema dei rifiuti in Italia non è legato alle mascherine. La stessa ISPRA ha dichiarato che non c’è un problema di smaltimento, ma è che se ne ho di riutilizzabili, certificate, non vedo perché non dovremmo promuoverle – ha aggiunto il direttore Giorgio Zampetti – la scuola dev’essere un luogo d’educazione, dovrebbe prevenire certi comportamenti e altri danni conseguenti.”

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