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Covid (Di Filippo): “Il negazionismo ha favorito la disobbedienza giovanile”

Covid: aumentano i contagi nel mondo, si abbassa l’età media degli infettati. I nuovi contagiati sono giovani e hanno circa 34 anni. Tutto a riprova del fatto che il senso del problema non è stato compreso, o che c’è confusione, o sfiducia totale nei confronti delle regole imposte dai governi. Se c’è una mascherina da indossare perché viene posizionata sul polso, e non sul viso? Anche se molti ragazzi durante la quarantena si sono distinti per rispetto delle regole e aiuto alla comunità adesso sembrerebbero loro gli incoscienti della situazione, ma anche sugli adulti ci sarebbe da eccepire.

Le cause

All’origine del problema, secondo Alexia Di Filippo, Psicoterapeuta, esperta in Self Analisi Bioenergetica e Psicologia Clinica Strategica, ci sarebbe un diffuso negazionismo. “Molti giovani non hanno rispettato le regole per evitare il contagio da Covid a causa delle teorie complottiste, negazioniste e alla importante quantità di fake news in circolazione. Il fenomeno complottista e negazionista esisteva già da tempo – ha osservato la dottoressa Di Filippo – ciò che va sottolineato è che certe notizie vengono create ad arte, per orientare il consenso politico, influenzare i mercati e soprattutto guadagnare sul numero dei clic e di condivisioni sui social in termini di sponsor. Gli autori facendo leva sull’angoscia provata dalla popolazione hanno cercato di approfittare della credulità popolare per nutrire il proprio portafoglio e acquisire notorietà.
L’età media dei contagiati si è drasticamente abbassata attestandosi intorno ai 34 anni. Molti ragazzi hanno esplicitamente dichiarato di essere negazionisti e bisognerebbe chiedersi: “come mai”!? L’OMS ha parlato di infodemia e ha chiesto di arginare il fenomeno – ha aggiunto Alexia Di Filippo – sui social circolano teorie negazioniste, complottiste che si fondano su fake news come quella secondo la quale il virus sarebbe scomparso in prossimità dell’estate, ma i fatti confermano il contrario. Senza dimenticare che i giovani sono molto più permeabili a certe teorie vivendo letteralmente sui social. Questa emergenza sanitaria ci sta indicando la necessità di educare le prossime generazioni alla responsabilità delle proprie azioni e dell’altro, all’affettività e al senso di comunità e allora i ragazzi non sentiranno il bisogno di consegnarsi acriticamente ad una community.

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