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Becchi: “Proroga stato di emergenza è scelta politica”

Il Prof. Paolo Becchi, filosofo, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla possibile proroga dello stato di emergenza da parte del governo

“Una decisione così importante non si può annunciare in maniera del tutto estemporanea durante un intervento che riguardava tutt’altro –ha affermato Becchi-. E’ come voler sondare il terreno. Non è un comportamento adeguato. Noi abbiamo una legge del ’92 sulla dichiarazione dello stato di emergenza che, per come viene utilizzata adesso, potrebbe presentare addirittura profili di incostituzionalità. Nella nostra Costituzione non viene mai affrontato il problema dello stato di emergenza o dello stato di eccezione. In questa legge sostanzialmente si dice che quando siamo di fronte ad una gravissima calamità naturale bisogna agire urgentemente e per un tempo limitato e definito il governo può dotarsi di poteri straordinari. Nessuno nega che a marzo ci fossero le condizioni per farlo. Ora però il premier e il ministro della Salute dovrebbero spiegare su quali basi scientifiche loro propongono la proroga dello stato di emergenza. Il prof. Tarro si è chiesto quali sono gli esperti che hanno consigliato al governo di prolungare per altri 6 mesi lo stato di emergenza. Di tutti i Paesi europei che hanno adottato di emergenza, non ce n’è uno che abbia deciso di prolungarlo fino a dicembre. Io credo che una decisione di questo genere sia dettata dal fatto di voler utilizzare il virus per tirare a campare, è una scelta politica. Al momento l’emergenza non esiste, se poi dovesse ripresentarsi si può sempre intervenire. Il primo tentativo subdolo di prolungare lo stato di emergenza risale al maggio di quest’anno quando Conte lo ha inserito nel decreto rilancio. E’ stato Mattarella che l’ha tolto. E adesso Conte ci riprova di nuovo. Il Presidente della Repubblica sa benissimo che la sospensione delle regole democratiche deve essere motivata da una situazione estremamente complicata e limitata nel tempo. Ora vogliono prolungarla fino al 31 ottobre, ma a settembre si vota. Questo significherebbe che si va a votare senza poter fare campagna elettorale perché gli assembramenti sono vietati. Salvini non potrebbe fare i comizi con le regole dello stato di emergenza. La cosa che mi sorprende è il silenzio delle opposizioni. Ceccanti del PD sta facendo l’opposizione a se stesso, è l’unico che sta dicendo al governo che a quel punto non ci si può arrivare. Salvini avrebbe dovuto andare da Mattarella a dirgli: si rende conto che lei a maggio a bloccato una cosa e adesso Conte sta provando a rifare la stessa cosa?”.