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Mamme (A. Minello): ” Non riescono a conciliare vita personale e professionale per motivi culturali e strutturali”

Mamme: è elevato il numero di donne che non riesce a conciliare la vita professionale con quella personale. Le dimissioni bianche, il deleterio mobbing, sono alcuni degli ostacoli per cui le donne vengono estromesse dal mercato del lavoro, e obbligate a lasciare. In una società che vuole definirsi moderna, come la nostra, certe dinamiche non dovrebbero esistere, invece il patriarcato, la misoginia, il maschilismo, e la corruzione, ci hanno portati fin qui. Le donne, ancora oggi, vengono viste soprattutto come madri, quindi persone che devono occuparsi della famiglia, e i padri come la colonna portante economica della famiglia.

Limiti culturali e strutturali

Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, con Alessandra Minello, demografa dell’Università di Firenze. “I dati riguardano prevalentemente le madri e sono cresciuti del 4% rispetto all’anno precedente, per giunta nei prossimi anni ci sarà un incremento decisivo, post lockdown – ha osservato la demografa – i limiti sono culturali e strutturali: il primo riguarda gli stereotipi, le credenze, secondo cui la presenza della donna in casa sia fondamentale più del padre; il secondo è un problema legato all’assenza di strutture, cioè sistemi di cura alternativi alla presenza delle madri e dei nonni.”

Mamme: sono funzionali alla crescita delle aziende, ma le aziende non favoriscono l’ascesa professionale, è il grande paradosso che continuiamo a trascinarci da anni. Per dirla tutto nel mercato del lavoro manca accoglienza pure nei confronti dei giovani laureati, basti pensare alla quantità di cervelli in fuga da tempo, il che dice molto del sistema che viviamo e niente di chi tenta il suo posto nel mondo. “I servizi ci sono, ma non si adattano agli orari di lavoro: se un asilo, una scuola, chiude alle quattro e mezzo c’è necessità di aggiungere una copertura ulteriore. La vita delle madri diventa una questione di incastri: la questione economica, con quella temporale e quella della gestione della famiglia, dove vanno coinvolti anche i padre. Vale lo stesso ragionamento circa lo stereotipo che vuole i papà obbligati a mantenere la famiglia.”

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