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Coronavirus, settore pirotecnico in crisi. Nobile (pres. Asspi): “Rischio chiusura per 80% delle aziende”

L’emergenza Coronavirus ha spento i fuochi d’artificio, con annullamento di sagre e feste patronali, e messo in ginocchio gli operatori pirotecnici, che hanno protestato a Montecitorio. Viviano Nobile, presidente dell’Associazione pirotecnica italiana, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

“Ieri ci siamo fatti sentire, speriamo che dall’altra parte qualcuno capisca i messaggi che abbiamo mandato –ha affermato Nobile-. Volutamente non abbiamo mandato inviti precisi ai politici, speravamo che scendessero in piazza per capire quali fossero le nostre ragioni. Qualcuno è venuto, in particolare due senatori di Fratelli d’Italia e un deputato di Forza Italia. Ma al di là degli interventi in piazza, a noi servono risultati. Noi siamo rappresentanti di una nobile arte millenaria, che in Italia ha una tradizione storica. Eseguire lo spettacolo pirotecnico è l’ultimo atto di una filiera che vede 2mila aziende in tutta Italia, oltre 10mila lavoratori e un fatturato annuo di oltre 600 milioni di euro. Non possiamo essere ignorati. Abbiamo inviato una lettera al premier Conte e ai ministri competenti a febbraio, all’inizio della pandemia. Se non si farà qualcosa di concreto da qui a breve l’80% delle aziende pirotecniche sono destinate a chiudere i battenti entro l’anno. Gli altri settori sono in crisi perché hanno dovuto ridurre la propria corsa, ma noi siamo peggio che in crisi, siamo proprio fermi”.