Lavoro e Formazione

Come e-learning e smart working possono cambiare il volto delle nostre città

Sono passati più di tre mesi dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus in Italia. In questo periodo tanti aspetti delle nostre vite sono cambiati ed alcuni processi che nel nostro Paese faticavano a prendere il via, hanno subito una forte accelerata. Primi su tutti lo smart working e la didattica a distanza che, oltre ad essersi dimostrati strumenti di efficienza, hanno anche cambiato il volto delle nostre città, rendendole più sostenibili dal punto di vista ambientale.

I vantaggi della digitalizzazione

Come ha evidenziato il manager Chicco Testa, Presidente di FISE Assoambiente, ai microfoni di Radio Cusano Tv Italia, “il telelavoro e lo smart working ci hanno dimostrato che non è sempre necessario recarsi sul luogo di lavoro per svolgere le proprie mansioni in maniera efficace. Questo può essere un cambiamento molto importante. Poi anche la formazione a distanza, la digitalizzazione della funzione pubblica. Queste cose possono cambiare veramente la vita delle nostre città”.

Banda larga e 5G

Restano tuttavia degli ostacoli da superare, primo su tutti l’efficientamento della rete internet, considerando che esistono ancora intere aree del Paese non coperte dalla banda larga. “Purtroppo soffriamo di reti di connessione ancora non sufficientemente efficaci –ha affermato Chicco Testa-. Abbiamo poi 400 comuni italiani che hanno fatto ordinanze contro il 5g, il quale non ha niente di diverso, anzi è meno potente rispetto al 4g e al 3g. Il 5g non solo non va contro l’ambiente, ma ci consente di fare una cosa fondamentale: la dematerializzazione dell’economia. Alcune funzioni che prima bisognava svolgere fisicamente, oggi si possono svolgere a distanza”.

Investimenti per l’e-learning

Investimenti che andrebbero fatti anche sul fronte della didattica a distanza, come alcune realtà universitarie hanno iniziato a fare già diversi anni fa, con grande lungimiranza. E’ arrivato il momento di accelerare sul fronte dell’innovazione, per rendere tutte le scuole e le università in grado di essere al passo con i tempi sul fronte della didattica online. “La situazione che stiamo vivendo deve essere anche un’occasione per riflettere sul fatto che in Italia da vent’anni si tolgono risorse a settori fondamentali come quello dell’Istruzione -ha dichiarato a Radio Cusano Campus il Prof. Daniele Barettin, Fisico dell’Università Niccolò Cusano-. E’ bene che si parli di didattica mista anche nelle scuole, ma per fare didattica mista servono telecamere in ogni classe, servono delle piattaforme, oltre a corsi di formazione ed aggiornamento per i docenti. Se il nostro Paese vuole essere in grado di avanzare da questo punto di vista, è indispensabile fare degli investimenti”.