Attualità

La protesta delle scuole private dell’infanzia: “Siamo senza futuro, il Governo non ci ascolta”

La protesta delle scuole private per l’infanzia. I titolari e gli operatori sono sul piede di guerra e da tempo chiedono al Governo di ascoltarli: “Ci avete abbandonati”, denunciano i lavoratori del settore che sono scesi in piazza per farsi sentire. A Roma, Milano, Firenze, Venezia, Torino, Terni e Palermo hanno dato vita a un flash mob silenzioso, hanno lasciato a terra ciucci, seggioline, bambole silboli vari, a terra perché è come sono stati lasciati. Il Decreto Rilancio, spiegano le scuole private, non ha tenuto conto delle 10mila strutture per bambini in Italia e non ha pensato ai 185 mila bimbi, alla fascia più delicata quella dei 0-6. Migliaia di queste strutture rischiano di non riaprire a settembre e i lavoratori di perdere la propria occupazione. Ne ha parlato a Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente, Tiziana Cotogno, titolare della scuola privata “L’albero della vita”, di Roma (asilo nido e materna).

Le proteste senza contro il Dl Rilancio

“Siamo tutti uniti nella stessa causa, da tempo protestiamo eppure la nostra voce non ha ancora raggiunto le orecchie giuste perchè i risultati non si vedono. Non abbiamo avuto alcuna risposta”.

La situazione delle scuole private e dei lavoratori

“Io e le mie educatrici siamo senza cassa integrazione perchè non è arrivata a nessuno. Siamo in un limbo, non sappiamo cosa faremo perchè non abbiamo una data di riapertura e non abbiamo un sostegno. Non ce la facciamo a sostenere le spese, gli affitti sono alti e dobbiamo continuare a pagarli. Noi non siamo insegnanti di serie b, non possiamo essere esclusi”.

L’importanza delle scuole private

“Noi esistiamo perchè ci sono delle carenze nelle scuole pubbliche: i posti non garantiti a tutti, gli scioperi, la poca flessibilità, gli orari che spesso e volentieri non riesocno a soddisfare le esigenze lavorative dei genitori. Noi siamo punti di riferimento per le famiglia”.

Poca chiarezza e tanta confusione

“Vogliamo risposte. Ad esempio si è parlato dei centri estivi ma non c’è chiarezza, non ci sono norme tecniche precise, si sentono assurdità come i bambini con le mascherine, niente piscine”.

Le Istituzioni non ci ascoltano

“Quando sabbiamo dato vita al flash mob davanti a Montecitorio molti politici dell’opposizione ci sono stati vicino e hanno dimostrato solidarietà, anche il PD ha detto di essere a conoscenza del nostro problema ma ad oggi non si è mosso niente. A settembre, se le scuole private chiuderanno, migliaia di bambini resteranno a casa, le graduatorie per le scuole pubbliche sono chiuse da un pezzo. Quando capiranno la nostra importanza? Stanno uccidendo il futuro dei nostri figli, non capisco come facciano a non rendersene conto”.