Attualità

Richetti (Azione): “La riapertura ad oggi è solo un fatto simbolico”

Matteo Richetti, senatore di Azione, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Secondo Zaia i pasticci li ha fatti il governo non le regioni

“Zaia secondo me ha avuto anche la fortuna di avere a disposizione uno dei migliori virologi come Crisanti -ha affermato Richetti-. Zaia ha avuto il merito di tenere un equilibrio giusto tra politica e medicina. Ha gestito con tempestività alcune zone rosse e i tamponi, la differenza tra Veneto e Lombardia è sotto gli occhi di tutti. Nel complesso la dinamica del rapporto governo-regioni è stato disastroso”.

Riguardo il dl rilancio

“Ci sono 22mila ragazzi laureati in medicina, abilitati ad accedere alla borsa di specializzazione. Se tu non gli finanzi la borsa, il ragazzo si laurea e poi non sa più che fare. Il governo ha finanziato solo per 10mila borse, nonostante ci siano decine di migliaia di medici che andranno in pensione. A volte mi chiedo se ci è resi conto di quello che abbiamo vissuto oppure no. Va detto che c’è stato un buon passo in avanti sulle terapie intensive che passano da 5mila a 9mila”.

Sulle riaperture

“L’azione del governo è stata deficitaria sulla ripartenza delle imprese. Io mi trovo a Roma e vedo che la riapertura ad oggi è solo un fatto simbolico. Avevamo fatto delle proposte al governo che non sono state recepite. Se un commerciante non riesce a pagare l’affitto, il governo nel dl rilancio gli dà un credito d’imposta pari alla metà dell’affitto, ma che gli viene dato il prossimo anno se intanto continua a pagare le tasse. Noi avevamo proposto di dare al proprietario il credito d’imposta se questo tagliava il costo dell’affitto. Il sistema delle garanzie è un sistema di debito non di finanziamento. Sento sempre più imprenditori che fanno concordati in continuità, questa è una dinamica molto pericolosa. Credo che servano interventi molto più mirati, molto più diretti”.