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Donne: il lavoro domestico e di cura della casa è tutto al femminile

Donne: nel 2020 sono ancora relegate a vecchi ruoli. Certe abitudini appartengono a retaggi culturali duri a morire. Il fatto di doversi occupare della cura della casa, ad esempio, è naturale per una donna: lo faceva la nonna, successivamente la mamma e continua anche la figlia. Ereditiamo comportamenti e abitudini che si protraggono inconsapevolmente.

Le donne oggi sono più istruite degli uomini, rappresentano il 60% dei laureati, continuano a guadagnare meno di quanto dovrebbero e occuparsi del lavoro domestico e di cura della casa . Ne abbiamo parlato con Tiziana Ferrario, conduttrice televisiva e giornalista, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus.

La ricerca, realizzata con Paola Profeta, evidenzia i rischi e le opportunità del lockdown: il 74% delle donne dice di occuparsi interamente della famiglia e una donna su due non lavora, il rischio è che la situazione femminile, già grave in passato possa peggiorare; lo smart – working, invece, rappresenta un’opportunità in più per conciliare vita professionale e vita personale. Chissà se le aziende lo hanno capito!
Questa è la fotografia dell’Italia contemporanea, un Paese che vuole definirsi moderno di fatto ancora troppo “maschilista e patriarcale”, come la stessa Ferrario ha dichiarato durante l’intervista radiofonica.

“Bisogna sforzarsi e farsi aiutare – ha aggiunto Tiziana Ferrario – responsabilizzando chi ci sta vicino. Le mamme possono fare molto coi figli.”
Donne: la gente tende a seguire gli esempi, più che i consigli, a tutte le età. Sarebbe rivoluzionario che il cambiamento partisse dal mercato del lavoro, dal mondo della comunicazione, dello spettacolo, dove non mancano soprusi, cattiverie, ingiustizie. Il mondo del lavoro è soltanto lo specchio di una dimensione più piccola, di cui nessuno parla, dove le donne vengono sovraccaricate di lavoro e sottomesse, nelle circostanze peggiori violentate.
Non c’è giustizia, né giustificazione che tenga. Fintanto che il merito verrà dopo il sesso, le raccomandazioni, non potremo dirci evoluti, ma sempre e soltanto simili alla triste copia di noi stessi.

Ascolta qui l’intervista