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Rodman il duttile, l’esagerato, il plateale, e per 7 anni il miglior rimbalzista dell’Olimpo NBA, compie oggi 59 anni

Rodman il duttile, l’esagerato, il plateale, e per 7 anni il miglior rimbalzista dell’Olimpo NBA, compie oggi 59 anni

 

L’ex giovanotto e scavezzacollo di Trenton festeggia il compleanno: tra i suoi eccessi l’arrivo al campo con la propria macchina quando era fidanzato con Madonna. Ma non si vincono 5 anelli NBA per una casualità

 

Rodman, il duttile, il versatile, il tipo stravagante, l’efficace difensore e capace di partecipare con grande velocità e atletismo ai giochi d’attacco, compie 59 anni! All’anagrafe è trascritto come Dennis Keith Rodman, nato a Trenton, nel New Jersey, il 13 maggio del 1961. Ma per tutti sarà uno dei giocatori capaci di comporre quello strepitoso mosaico di moda in questi giorni con la proiezione, su Netflix, di “The last dance”, l’ultimo ballo, di quella favolosa squadra capace di conquistare ben 6 titoli dell’NBA, il campionato più bello e seguito del mondo.

Dennis è passato alla storia per i suoi eccessi, nel vestire, esterni al campo, per essere stato fidanzato con artiste di livello internazionale, e ha conquistato 5 volte l’anello NBA, simbolo del primato planetario.

Alto 2 metri e 1 centimetro, è stato il miglior rimbalzista del campionato inarrivabile a stelle e strisce, pensate un po’, per ben 7 volte di fila, dal 1992 al 1998!

Ala di grandi doti muscolari e senso della posizione, in difesa è sempre risultato uno dei più complicati, da superare, per gli avversari.

Cresce a Dallas, Texas, e dopo aver terminato l’high school lavora molto sul fisico arrivando all’altezza di 1 metro e 98. Si accorgono di lui i diversi ricercatori di talenti nella Southeastern Oklahoma State University con la cui maglia si mette in luce sia in attacco che da ispirato difensore.

Nel 1986 entra in quella squadra di “ragazzi cattivi”, cattivissimi, che sono i Detroit Pistons, con Isiah Thomas e Bill Laimbeer, e Ricky Mahorn, che poi sarebbe venuto in Italia. Nel 1987 i “bad boys” arrivano a giocarsi la finale di conference con i Boston Celtics, ma i verdi di Larry Bird passarono il turno. Rodman si mise in evidenza proprio per aver limitato il più grande giocatore dei verdi e bianchi della East Coast.

Nel 1988 i Pistons si prendono la rivincita con i Celtics ma in finale perdono dai Los Angeles Laker. L’anno dopo Dennis è eletto il miglior difensore, traguardo individuale che saprà ottenere anche nel ’90. E’ la stagione in cui Rodman e Laimbeer sono dominanti sotto al tabellone, con Bill miglior rimbalzista e il compagno dai singolari look 2°, in quella particolare classifica, capace di fare la differenza. Infatti i Pistons fanno secchi la prima versione dei Chicago Bulls, e, in finale, battono addirittura, i Lakers!

Nel 1991 la cosa si ripete: vittoria nella finale dell’area orientale con i Bulls, vittoria in finale ma questa volta contro i Portland Trail Blazers, dopo aver ottenuto il record di vittorie nella regular season, 63.

Nel 1991 sono i Bulls a cacciar fuori i Pistons dalla corsa per il titolo: stava cominciando il dominio di Michael Jordan, suo futuro compagno di squadra nella talentuosa formazione dell’Illinois guidata da Phil Jackson, uomo che avrebbe lasciato un segno indelebile, nei rapporti umani come da Coach, nella strada del prossimo Bull Rodman. Il quale, nel 1992, ottenne il primo di 7 primi da miglior rimbalzista, ma i Pistons avevano ottenuto il massimo, vincendo 2 titoli con i loro spiccioli metodi difensivi e aggressivi.

Il 1993 fu il saluto ai Pistons perché, pur nuovamente migliore ai rimbalzi, Dennis fu trovato in un parcheggio dalla Polizia con un fucile. Detroit lo scambiò con Sean Elliott dei San Antonio Spurs. Nella squadra texana fu un grande rinforzo in favore dell’Ammiraglio, David Robinson, che poté meglio esprimersi in attacco, con un “grillo” così, in difesa. Tanto era bravo ad anticipare tutti, sotto canestro dalla parte opposta del campo.

Ma la parabola dei San Antonio Spurs era ancora lontana, dal venire, perché è vero che la squadra del Texas vinse 62 partite. Arrivò alle finali del lato Ovest degli States, ma persero alla quinta partita. Quando lui, nel frattempo fidanzato con Madonna, si presentò con la sua macchina all’incontro decisivo. Era troppo, per i dirigenti come per i compagni.

A fine anno Rodman è scambiato con il pivot Will Perdue e va ai Chicago Bulls. E’ la sua fortuna, dopo la partenza di Horace Grant per gli Orlando Magic. La squadra di Chicago vince 72 gare, nuovo record, per l’NBA. Gli sportivi avrebbero saputo aspettare il 2016, per vedere superato quel record dai G.S. Warriors, 73. Ma intanto i Bulls vincono il titolo e, per la prima volta, lui, Jordan e Pippen, sono tutti e tre inseriti nella primissima squadra dei difensori di tutto il campionato! Un record assoluto. Tre titoli di fila, dal 1996 al 1998, per la seconda volta nello stesso decennio. Roba da far impallidire gli strenui amanti delle statistiche, nella storia dello sport. E della pallacanestro sicuramente fa parte, tra i più vincenti, uno che ha conquistato 5 volte il torneo più ammirato e invidiato del globo terrestre.

Rodman finisce il suo percorso agonistico per la rifondazione dei Bulls post-Jordan, in previsione, e va ai Los Angeles Lakers.