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La Storia Oscura: 4 maggio 1949, il Grande Torino e la tragedia di Superga. Il mito celebrato anche in tempi di Covid-19

Puntata speciale a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus per celebrare il Grande Torino e ricordare il triste anniversario del 4 maggio 1949, quando una delle squadre di calcio più forti di tutti i tempi scomparve nel tragico incidente aereo di Superga. Una puntata dunque stavolta dedicata alla storia dello sport nel programma curato e condotto da Fabio Camillacci e in onda dal lunedi al venerdi dalle 16 alle 17. Un anniversario drammatico, il 71esimo, che quest’anno peraltro cade in tempi coronavirus e coincide con l’inizio della cosiddetta “Fase 2” relativa all’emergenza sanitaria da Covid-19. Quindi, una rcorrenza molto diversa rispetto a quelle degli anni passati: niente pellegrinaggi a Superga, nessun assembramento di tifosi. Solo il ricordo, gli appelli e le iniziative social per onorare un pezzo di storia del calcio italiano.

Il ricordo di oggi. “Canteremo dai nostri balconi”, questo il titolo dell’iniziativa per onorare il Grande Torino ai tempi della clausura imposta dal Covid-19. Iniziativa andata in scena a Torino alle 17.03, l’ora della tragedia di Superga. Sono state esposte bandiere e sciarpe granata da molte abitazioni ed è stata intonata la canzone dei Sensounico “Un giorno di pioggia”. Apertura straordinaria dello stadio Filadelfia, ma soltanto per don Riccardo Robella, il cappellano che ha celebrato la messa all’interno del centro sportivo per commemorare il Grande Torino.

La storia della tragedia. Il 4 maggio del 1949 il trimotore I-Elce che trasportava l’intera squadra del Torino si schiantò contro la basilica di Superga a causa della nebbia e del maltempo. Le vittime dell’incidente furono complessivamente 31. Oltre ai 18 calciatori della rosa, tra cui capitan Valentino Mazzola, persero la vita anche lo staff, l’equipaggio e i tre giornalisti sportivi Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero. Spettò al Commissario Tecnico della Nazionale italiana Vittorio Pozzo il gravoso compito di riconoscere i corpi delle vittime. Il Torino stava tornando dalla trasferta di Lisbona, dove aveva disputato un’amichevole di lusso contro il Benfica il 3 maggio. Mezzo milione di persone prese parte ai funerali il 6 maggio del 1949 a Palazzo Madama, nel capoluogo piemontese.

Il Grande Torino. Vinse il suo primo scudetto nella stagione 1942-43 e in quella stagione fu anche la prima squadra italiana a fare la doppietta scudetto-coppa Italia. Poi il campionato di Serie A fu interrotto per gli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Alla ripresa, i granata furono capaci di vincere ben 4 titoli di fila dal 1946 a quel drammatico 1949. Di quella meravigliosa squadra, ai microfoni della radio dell’Università Niccolò Cusano, ha parlato lo storico dello sport Raffaele Ciccarelli della Siss: la Società italiana di storia dello sport: “Il Grande Torino -ha detto- in un periodo drammatico per l’Italia come quello del dopo Seconda Guerra Mondiale, insieme a due miti del ciclismo come Coppi e Bartali, rappresentò quasi una sorta di guida per il popolo italiano alle prese con la difficile ricostruzione. Una guida anche come esempio perché i calciatori del Grande Torino nonostante fossero campioni affermati, erano fondamentalmente persone del popolo: solo un paio di loro avevano l’automobile gli altri andavano agli allenamenti con autobus, tram o bicicletta, molti avevano anche un altro lavoro come Valentino Mazzola che era rappresentante di articoli sportivi. Insomma, erano campioni che con le loro gesta facevano brillare gli occhi del popolo italiano, popolo che al tempo stesso però li sentiva vicini, non erano idoli lontani e irraggiungibili come i calciatori di oggi”.

Di seguito e alla sezione podcast sul sito www.tag24.it, l’intervista integrale allo storico dello sport Raffaele Ciccarelli.