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Francesco Passerini, sindaco di Codogno: “Aziende chiuse da 64 giorni, vogliamo sapere quando riapriranno ma anche come”

Codogno è stato il primo focolaio d’Italia dell’epidemia di Covid-19. Nell’ospedale del piccolo comune del Lodigiano di 16mila abitanti  è stato ricoverato il primo caso accertato di Coronavirus, il giovane di 38 anni che stava per diventare papà. Codogno il 23 febbraio scorso veniva dichiarato zona rossa insieme ad altri 9 comuni della bassa lodigiana, i paesi limitrofi, e a Vo’ Euganeo, nel Veneto.  Quegli 11 comuni sono stati i primi, in Italia, a conoscere l’esperienza della quarantena. Sono passati più di sessanta giorni, com’è la situazione oggi a Codogno? Il sindaco Francesco Passerini ne ha parlato a Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente.

Sulla situazione a Codogno

“Ora la situazione è molto migliorata, ma le sensazioni di quei giorni non le dimenticheremo mai, quando l’unico rumore che si sentiva era quello delle sirene delle ambulanze. Oggi fortunatamente è tutto cambiato. Dobbiamo però continuare col distanziamento sociale, questa deve essere la base per tutto quello che faremo nei prossimi mesi”.

Sul nuovo dpcm

“Sono 64 giorni che le aziende del nostro territorio sono chiuse. Ma al di là delle date, ci saremmo aspettati anche le modalità di riapertura. Il 1 giugno riapriranno bar e ristoranti, ma come riapriranno? Il 1 giugno saranno passati oltre tre mesi e i cittadini iniziano ad essere molto preoccupati, anche perchè le casse integrazioni in molti casi non arrivano”.