Lavoro e Formazione

Italiani all’estero: intervista a Vivien Gasparrini, studentessa Unicusano

Italiani all’estero, questa è la storia di Vivien Gasparrini, classe ’99, studentessa di Economia e Management all’Università Niccolò Cusano. Attualmente si trova a Dongducheon (Corea del Sud) dopo la chiusura delle frontiere. L’abbiamo intervistata per saperne di più su come sta vivendo il suo lockdown oltreconfine.

Unicusano: intervista a Vivien Gasparrini, studentessa di Economia

Come stai affrontano questa quarantena da covid-19 oltreconfine a Dongducheon (Corea del Sud)?

Non c’è nessuna quarantena ufficiale in Sud Corea. E credo sia meglio così. Così nessuno si sente in gabbia; l’economia gira ancora, sta subendo danni ma piccoli, comunque non c’è nessuna differenza tra prima ed ora, ci vengono anche dati dei bonus finalizzati a mangiare al ristorante o fare la spesa per non far fallire gli imprenditori, che siano piccoli o grandi. I ristoranti sono attrezzati e ci mettono tutti a distanza di tavolo, camerieri con la mascherina, tutti i negozi sono aperti, tranne le palestre e le discoteche perché inevitabilmente potrebbe essere fonte di contagio. Anche le scuole sono chiuse, ma gli studenti seguono un percorso telematico, proprio come noi della Cusano. Comunque dobbiamo rispettare altrettante regole: c’è un controllo rigido, ma solo con chi non rispetta la legge, altrimenti nemmeno ti accorgeresti di ciò che succede, la gente è molto tranquilla. Dobbiamo portare le mascherine, e ci misurano la febbre fuori prima di entrare in locali chiusi, vengono fatti tamponi a tappeto, prima di entrare da qualche parte oltre la febbre, e la mascherina, dobbiamo igienizzare le mani, e mantenere una distanza di sicurezza, ma la gente ormai non ci fa nemmeno più caso, qui alle distanze ci sono abituati. Molto importante non ritrovarsi in gruppo. Abbiamo a disposizione anche un’app molto comoda che ci dice dove sono stati i contagiati. Ad ogni modo, i locali vengono ripetutamente disinfettanti. Le persone che sono in quarantena perché sospette o rientrate da Paesi ad alto rischio, hanno a disposizione un’app dove ogni giorno devono comunicare i sintomi; se esci dalla quarantena, ti arrestano, ti multano e i soldi vanno alla sanità. Durante la quarantena ti portano la spesa, tutto a spese loro, e devi fare due tamponi, uno ad inizio quarantena ed uno a fine quarantena. Se sei negativo comunque un po’ ti tengono sott’occhio (per la salute individuale e comunitaria, non per altro), se sei positivo ti portano in ospedale. Però da qualche settimana, se tu, decidi di venire in Corea devi fare una quarantena obbligatoria in un albergo messo a disposizione dal governo, a tue spese, questo anche per prevenire i viaggi futili. E non vengono più accettati i 90 giorni senza visto. Quindi la mia risposta è la sto affrontando bene, tranquillamente, provo rabbia però per chi non rispetta queste piccole norme perché penso al mio Paese, a mia madre che lavora ancora e rischia, a tutte le persone che non ci sono più, e mi viene rabbia, perché penso a tutti coloro che sono dentro rinchiusi, senza assistenza, lasciati soli, al dolore ed alla sofferenza, e vedo chi dovrebbe rispettare 4 semplici ma importante regole, sbattersene, fortunatamente qui la legge funziona bene e questi delinquenti non la passano liscia. Credo che comunque questa organizzazione sia dovuta perché la Corea in passato ha avuto danni forti per colpa di Sars e Mers ragion per cui, già conoscevano a grandi linee il nemico da affrontare.

Continui a studiare?

Certamente, ogni giorno, come facevo prima, come ho sempre fatto. Sono una persona molto studiosa. Lo studio è il carburante del cervello. Comunque anche prima passavo molto tempo a casa a studiare, perché frequento anche scuole di lingua, e ora in Corea frequento ancora, sempre online.

Perché hai scelto l’Unicusano?

Perché è un’Università valida e all’avanguardia, che ti permette di gestire il percorso di studi, assistendoti e non lasciandoti solo, dandoti autonomia sulla gestione.

Secondo te, quali sono stati i punti di forza di Unicusano nell’affrontare il lockdown italiano?

Il fatto che l’Università fosse già telematica, quindi nessuno studente ha avuto difficoltà nel trovare materiale. Materiale per altro ottimo e sempre sufficiente, tra video lezioni, dispense, slide, classi virtuali e video conferenze, abbiamo tutto il necessario per una preparazione ottima.

Hai già sostenuto qualche esame online? Impressioni?

Sì, ho sostenuto economia aziendale. La mia impressione è stata molto positiva. Ho passato l’esame, ma anche se avessi fallito, avrei comunque dato un giudizio positivo, gran professionalità da parte dei docenti e passaggi spiegati molto bene, è stato di una comodità disarmante. Ma non avevo dubbi, la Cusano è sempre un passo avanti. Mi piacerebbe solo magari poter sostenere più esami in modalità scritta, per recuperare gli appelli, ma sono comunque contenta di come l’Università si stia muovendo.

Studentessa oltreconfine, moglie, tra poco mamma… Quali vantaggi trovi nella formazione online?

Il fatto che posso dedicare tempo a marito, famiglia ed anche altri hobby. Sono anche una studentessa di coreano e cinese, inoltre mi dedico ad altri interessi che non si accomunano con la mia facoltà ed ho tutto il tempo di gestirli, poiché avendo già un materiale universitario ben organizzato e finalizzato, posso gestire il mio tempo come voglio io. E penso questo sia molto importate nella società odierna, e soprattutto chi studia in questo modo può coltivare anche altri interessi al di fuori dell’università. Poi appunto, nascerà il bambino, per cui sono felice ancor di più di aver scelto la Cusano, poiché potrò accudire e dare tutto il tempo necessario al mio bambino, ma nel frattempo continuare anche con la mia carriera accademica.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Prima di tutto partorire con serenità. Poi tornare in Italia, riabbracciare i miei familiari (sono il mio pensiero ogni giorno), laurearmi e continuare con la magistrale. Sperando poi di trovare un lavoro che si allacci a ciò che ho studiato.

Carpe diem Vivien! Ti auguriamo di rientrare presto in Italia e di realizzare ogni tuo sogno.

 

***Articolo a cura di Michela Crisci***

 

Aurora Vena in collegamento con Vivien da Dongducheon per una testimonianza sull’emergenza coronavirus in Corea del Sud.