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Tarcisio Burgnich talmente bravo ed efficace da seminare il concetto di duttilità difensiva

Tarcisio Burgnich talmente bravo ed efficace da seminare il concetto di duttilità difensiva

Friulano come Rocco e come lui di origini austriache, ma anche friulano come Bearzot, Capello e Zoff, è stato Campione d’Europa con Inter e Nazionale

 

Tarcisio Burgnich compie 81 anni. E’ stato uno dei migliori difensori nella storia del Calcio italiano e mondiale.  E’ passato alla storia per aver fatto parte dell’Internazionale che vinse in Italia, in Europa e la Coppa Intercontinentale, e della nazionale che giunse seconda dietro al Brasile ai Mondiali di Messico nel 1970.

Proveniente, come Nereo Rocco, da una famiglia di origini austriache, conobbe a Torino quella che sarebbe diventata la moglie: una donna toscana figlia di ristoratori.

Tarcisio è nato a Ruda il 25 aprile 1939 e fa parte di quella illustre schiera di calciatori e allenatori friulani come sono stati proprio il “Paròn” triestino, il suo discepolo Enzo Bearzot, Dino Zoff e Fabio Capello. Una regione di grandissimi vincenti, e, prim’ancora, di uomini di grande spessore, ben prima degli atleti e dei tecnici che sono stati.

Burgnich è stato un esempio di correttezza e applicazione. Di Ruolo è andato bene sia da terzino destro che da stopper, in entrambi i compiti bravo quanto efficace, nelle marcature dei singoli, ma anche un buon libero. A lui, spesso, gli allenatori avuti da calciatore consegnavano il più pericoloso, tra gli attaccanti avversari.

Bravo nei contrasti ha mostrato gran tempismo anche in fase di anticipo.

Armando Picchi, compagno nel reparto difensivo nell’Inter e in azzurro, lo ha ribattezzato Roccia, per il gran fisico a disposizione. In Serie A da lui hanno preso esempio il futuro Campione del Mondo Claudio Gentile, che in questo lo ha superato, e anche il roccioso Pietro Vierchowood.

Burgnich con Zoff milita nelle giovanili dell’Udinese con il terzino che debutta in Serie A appena ventenne, il 2 giugno 1959 alla penultima giornata. Un Milan già Campione d’Italia batte i bianconeri 7-0. In quella squadra rossonera ci sono giocatori del livello assoluto di Nils Liedholm, vice-campione del mondo dietro al Brasile, Cesare Maldini e Lorenzo Buffon.

L’anno dopo avrebbe giocato nella massima divisione 7 partite su 34. I friulani avrebbero ottenuto la permanenza in categoria dopo gli spareggi triangolari con Lecco e Bari. Nereo Rocco lo convocò nella nazionale olimpica per i Giochi del 1960.

Dopo l’avventura romana lo prese, su indicazione di Giampiero Boniperti, Burgnich fu rilevato dalla Juventus giocando solo 13 partite e poi venendo scartato. Il difensore va a Palermo, lui rifiuta il trasferimento e viene deferito. Poi con i rosanero siciliani gioca una grande stagione nel 1961-62, con il concomitante impegno della leva militare a Roma.

I tifosi palermitani con i capelli bianchi ricordano bene la prima, immensa impresa della loro squadra, che oggi è prima in classifica in Serie D-Girone I (quello siculo-calabrese-campano). Il Palermo vince a Torino sulla Juventus, il 18 febbraio e uno dei gol, del 4-2 clamoroso, è firmato dal giocatore friulano. Non è finita perché il club siciliano si piazza all’8° posto persino davanti alla Juventus! Non era mai successo.

Nel 1962 per la grande somma di 100 milioni di lire Burgnich passa all’Inter e prende il posto di Armando Picchi, che passa a giocare da libero staccato dagli altri. Come era successo nella Juventus, conquistò lo scudetto al primo anno anche in neroazzurro anche se da militare era stato collocato a Bologna; cosa che gli fa saltare diversi allenamenti. Con l’Inter ha giocato per 12 anni e ben 467 partite. Insieme a Helenio Herrera avrebbe vinto 4 scudetti e 2 Coppe dei Campioni con altrettante Coppe Intercontinentali.

In mezzo con l’Italia avrebbe conquistato il primo e unico Campionato d’Europa per nazioni, proprio a Roma, dopo una doppia semifinale per la parità nella prima.

E, due anni dopo, gli azzurri giunsero dietro al più forte Brasile della storia, a Città del Messico, dopo aver vinto la “partita del secolo” ai supplementari, per 4-3 contro la Germania dell’Ovest.

Nella successiva edizione dei Mondiali, nel 1974, Tarcisio Burgnich è preso dal Napoli per la buona intuizione dell’ex calciatore e dirigente partenopeo Franco Janich. Dopo qualche discussione tattica con l’allenatore Luis Vinicio gioca da libero dichiarando di divertirsi, nella pratica del Calcio. Il Napoli arriva secondo a due punti dalla Juventus tricolore. Nel 1976 i biancazzurri campani vincono la Coppa Italia a Roma contro il Verona, superato per 4 a 0. Nella stessa stagione il Napoli per la prima volta arriva in una semifinale europea, in Coppa delle Coppe, ma si sarebbe qualificato all’ultimo atto la formazione belga dell’Anderlecht.

Con l’Italia Tarcisio Burgnich ha giocato 66 volte dal 1963 al 1974.