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Hantuchova quella #5 che nel doppio esprimeva il meglio di tecnica e potenza: con lei la Slovacchia ha sorriso

Hantuchova quella #5 che nel doppio esprimeva il meglio

di tecnica e potenza: con lei la Slovacchia ha sorriso

Un fisico statuario e una insospettabile combinazione tra bravura a tutto campo, agilità e voglia di combattere

 

Daniela Hantuchova è stata una delle più talentuose tenniste d’inizio secolo, da diversi anni passata al ruolo di telecronista sportiva della sua nazione, la Slovacchia.

Nella sua positiva carriera ha vinto 7 titoli della World Tennis Association riuscendo a rappresentare la quinta posizione nella graduatoria assoluta nel mese di gennaio del 2003.

Nata a Poprad il 23 aprile 1983 sarebbe arrivata giovanissima in una delle scuole di tennis più famose del pianeta, l’accademia di Nick Bollettieri, in Florida. Ci giunse a soli 16 anni e per due anni ha assorbito parecchio, di ciò che le è stato insegnato.

La famiglia Hantuchova è composta dal papà Igor, che di mestiere è un informatico, dalla mamma, Marianna, tossicologa, e dal fratello, anche lui di nome Igor, architetto nella città di Bratislava.

Durante la carriera Daniela viene allenata da Eduardo Nicolas e dimostra di prediligere l’erba.

Va detto che nonostante sia stata la #5 al mondo è giunta al massimo, nei tornei del Grande Slam, alla semifinale degli Australian Open nel 2008. Di contro nel doppio ha vinto 9 tornei e tutti quelli del Grande Slam nel doppio misto: in questo è stata la prima slovacca, a riuscire nell’impresa.

Alta 1 metro e 81 centimetri, 62 chilogrammi di peso forma, ha fatto coincidere potenza, agilità e tecnica.

Nel singolare oltre ad arrivare al penultimo atto in Australia, giunge al quarto turno senza mai andare oltre, al Roland Garros; ai quarti nel 2002 a Wimbledon e anche in due occasioni, nello stesso anno e nel 2013, agli U.S. Open.

Va a Londra, alle Olimpiadi, nel 2012 ma non riesce a superare il terzo turno. A proposito di occasioni olimpiche: nel doppio, in precedenza, era uscita al primo turno nel 2004 e nel 2008, oltre che nel 2012.

In tutto individualmente ha disputato 985 vincendone 570 con una percentuale di successi vicina al 60%. Da questo punto di vista nulla di eccezionale, pur accompagnato in 7 vittorie di torneo sotto l’egida WTA e 3 con l’ITF.

Nel doppio ha conquistato 9 volte un torneo della WTA e 1 una competizione dell’International Tennis Federation. In quello femminile è arrivata due volte in finale, perdendo, in Australia, sia nel 2002 che nel 2009. Ha perso, in mezzo, la finale del Roland Garros del 2006 mentre a Wimbledon l’anno prima era uscita ai quarti di finale. Dopo, siamo nel 2011, a Flushing Meadows è stata eliminata con la compagna di doppio, in semifinale.

Le migliori gioie le troviamo nella storia del doppio misto, con le grandissime vittorie ottenute nel 2001 sul pregiato manto erboso inglese di Wimbledon, l’anno dopo in Australia. E, in special modo, la Hantuchova mette la firma nell’albo d’oro del 2005 sia a Parigi che agli U.S. Open; in quest’ultima circostanza di fianco a Mahesh Bhupathi, indiano capace di vincere ben 52 tornei nel suo percorso agonistico. Gli avversari in finale sono stati Nenad Zimonjic, serbo, e Katarina Srebotnik, slovena.

In Francia la Hantuchova ha vinto di fianco al padrone di casa Fabrice Santoro e contro l’indiano Leander Paes e quella gigantesca tennista che è stata Martina Navratilova, tra le più longeve atlete, nella storia dello sport mondiale.

Tutto questo in una carriera durata ben 18 anni. Infatti è diventata professionista nel 1999 e la sua parabola agonistica è finita il 6 luglio del 2017 e l’annuncio l’ha dato, da ospite, in una cornice spettacolare: Wimbledon. La stanza aperta sul mondo.