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Instagram: avete notato che c’è sempre qualcuno in diretta?

Instagram: la quarantena collettiva obbliga a cercare attività e passatempi nuovi. Ognuno di noi ne avrà uno, e ognuno potrebbe essere diverso dall’altro: c’è chi coltiva gli hobby, chi vive la vita di sempre tra lavoro e famiglia, chi esplora i social. Gran parte degli utenti Instagram è online e in diretta. Arrivano anche a voi le notifiche dei live? Quante sono? A che ora ne visualizzate?

E’ innegabile l’ascesa del tempo trascorso online e la quantità di dirette da poter seguire. Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, con Daniele Di Giorgio, esperto di comunicazione dell’Università Niccolò Cusano. “Anche il mondo della comunicazione si sta adeguando all’emergenza coronavirus, in questo momento di chiusura forzata a mio avviso sarebbe bene stimolare la creatività di ognuno di noi. Mai come in questo momento si sta avverando la profezia di Andy Warhol, coi live sui social network tutti possono diventare famosi per quindici minuti o anche più – ha osservato Di Giorgio – le dirette diventano un modo nuovo per tenere e tenersi compagnia. Chiunque può interagire col proprio pubblico. Non c’è un rapporto a senso unico col pubblico, ma a doppio senso. La bellezza della comunicazione social, in diretta, è di poter interagire col proprio pubblico.”

La presenza sui social coi live

“Facebook si sta battendo perché non circolino finte dirette, registrate, e dunque ci si sta battendo perché da qualunque venga trasmesso tutto in diretta – si è congedato il prof. Daniele Di Giorgio – la video diretta ci consente di realizzare un nostro palinsesto televisivo, e ci si dedica ai propri follower. Volendo entrare nell’ambito della tecnica pubblicitaria si cerca di essere presenti in modo che il mio ricordo diventi più incisivo. Credo che la live social network debba comunque rispettare sempre la trasmissione di contenuti e che divertano anche. E’ il momento degli artisti e della musica sui social network. Vi è una grossa quantità di artisti che si esibisce.”

Ascolta qui l’intervista integrale