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Cancelleri (viceministro Infrastrutture): “109 miliardi da spendere modello Genova”

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri (M5S) è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell’Università Niccolò Cusano e Presidente della società delle scienze umane, su Radio Cusano Tv Italia (canale 264 dtt).

Sul rispetto delle restrizioni

“La stragrande maggioranza degli italiani sta rispettando tutte le regole -ha affermato Cancelleri-. C’è una piccolissima fetta di persone che invece continuano a farsi i fatti loro, il problema è che non sono immuni al Coronavirus, sono immuni solo al buonsenso, al rispetto degli altri. Spero che siano sempre meno le persone denunciate e siano sempre di più quelli che rispettano queste restrizioni. Rimanere a casa è difficile, ma serve a mantenere in vita questo Paese. Questa è la prima guerra che non si vince uccidendo una persona in più, ma salvando una persona in più. Fine delle restrizioni il 3 Aprile? Secondo me no, manca solo una settimana e non credo basterà. Non c’è dubbio che il termine sarà spostato a dopo Pasqua. Questo ovviamente è il mio punto di vista, spetterà agli scienziati esprimersi in tal senso”.

Sul piano economico post emergenza

“Con i decreti che abbiamo messo in campo fino ad oggi stiamo semplicemente tamponando i primi effetti economici dell’emergenza sanitaria. Per ora il governo è impegnato soprattutto a mettere in sicurezza il Paese dal punto di vista sanitario. Negli ultimi 3 giorni ci sono lievissimi segnali di miglioramento sia nel numero di contagiati, sia in altri indicatori. Oggi dobbiamo già cominciare a pensare al domani, a come far ritornare le persone al lavoro. Dobbiamo evitare il rischio che i posti di lavoro possano scomparire per effetto della crisi. Ci vuole un piano da 109 miliardi. I soldi ci sono già e sono dentro il cassetto di Anas e Rfi. Sono interventi già finanziati, ma per effetto delle leggi ordinarie, come il codice degli appalti, ci vorrebbero almeno una decina d’anni per completare queste opere. Dobbiamo applicare il modello Genova, dove siamo stati veloci, concreti. L’Italia come Genova. Prendere quei 109 miliardi e cominciare ad aprire cantieri su tutti i territori, creare posti di lavoro e far ripartire il Paese. Noi non abbiamo perso tempo, la bozza è già pronta, io l’ho fatta girare, l’ho consegnata anche al premier. La proposta è stata apprezzata da più parti, ho avuto collaborazioni importanti, mi hanno aiutato a redigere il testo l’avvocato Napoleone e l’ingegnere Michelini, che è uno dei subcommissari che si sta occupando della ricostruzione del Ponte di Genova. Anche il premier Conte ha apprezzato la proposta, tanto che sono settimane che parla di modello Genova. In questa bozza di decreto ci sono anche interventi su dighe e acquedotti, anche questo farebbe ripartire immediatamente il lavoro e libererebbe le mani anche a tanti sindaci che non sarebbero costretti ad aumentare le tasse ai cittadini”.

Sull’Europa

“L’Italia ha una grande possibilità stando all’interno dell’UE, che però dovrebbe diventare più comunità dei popoli. Mi dispiace che l’Italia sia stata lasciata sola, tranne qualche primo accenno d’aiuto da parte della Germania. Il resto dei Paesi non solo non ci ha aiutato, ma nelle scorse settimane ci ha anche deriso e insultato e poi si è presa le mascherine che avevamo ordinato noi. Le aziende che abbiamo riconvertito a breve ci garantiranno le mascherine. La filiera dovrebbe produrre 50 milioni di mascherine al mese, questo ci dovrebbe garantire almeno una parte del fabbisogno, poi c’è un ordine di 100 milioni di mascherine dalla Cina”.