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Il primo libero dell’era moderna: Ruud Krol, grande nell’impostazione come alla guida della difesa

Il primo libero dell’era moderna: Ruud Krol, meraviglioso nell’impostazione come alla guida della difesa di un Ajax tre volte europeo e una mondiale!

 

La Nazionale orange non raccolse per quanto ha saputo seminare e risultare rivoluzionaria: 2° in due campionati iridati e 3° in Europa l’anno di Panenka

 

Ruud Krol è stato uno dei giocatori più moderni degli ultimi 50 anni. Di professione o, se preferite, ruolo, libero, è stato tra i più grandi interpreti dell’idea di un costruttore di gioco arretrato, ai livelli massimi. Tanto è vero che ha rappresentato il primo, grande ideatore di impostazione della manovra della più bella versione dell’Ajax capace, in pochi anni, per tre volte, di conquistare l’Europa. E anche il mondo, con la Coppa Intercontinentale.

In Olanda i lanceri di Amsterdam hanno vinto sei titoli nazionali, dai quali sarebbero scaturiti i successi continentali e mondiali. Il tutto in un meraviglioso ciclo iniziato nel 1969 e terminato nel 1980, uno dei più lunghi, nella storia del Calcio. In Olanda quel fantastico e offensivo Ajax ha messo nella prestigiosa bacheca anche 4 coppe nazionali e una Supercoppa Uefa.

Rudolf Jozef Krol detto Ruud nasce ad Amsterdam il 24 marzo del 1949. Da giocatore iniziò da terzino sinistro perché a destra il ruolo era occupato da Suurbier: poi divenne centrale quindi libero, e sarebbe stata la svolta di tutta, la storia del Calcio, con Franz Beckenbauer, tedesco, e con i nostri Gaetano Scirea e, successivamente, Franco Baresi.

Atleta di rara capacità tecnica, nel trattamento della palla, elegante nelle discese dalle retrovie, applicate con rara puntualità e senso della posizione, ben dotato sul piano atletico, saltava molto, di testa. Efficace anche da rifinitore con lanci lunghi e traversoni precisi, per i giocatori più avanzati. Veloce sia nello scatto breve come nella progressione.

Cresce nella squadra “B” dell’Ajax viene promossa da titolare dal tecnico Rinus Michels, che lo sposta in più di un’occasione, vista la sua duttilità. Sostituisce Van Duivenbode, che va via, dall’Ajax. Nel 1975 Krol è capitano perché finisce la sua parabola agonistica Piet Keizer.

Difficile, che un difensore venisse inserito nella speciale graduatoria del Pallone d’Oro. E lui, nell’anno in cui il Milan vinceva lo scudetto della Stella (1979), Krol giungeva 3°, per la giuria di giornalisti di France Football.

Quando va via dall’Ajax va in Canada nei Vancouver Whitecaps, per 16 partite. Lo prende in prestito il Napoli (estate del 1980). Krol era a fine carriera ma interpretò alla grande, sotto la guida di Rino Marchesi, il ruolo di libero partente dalle retrovie nella fase d’attacco.

Il Napoli giunse 3° combattendo fino alla fine per lo scudetto. Krol firmò negli ultimi minuti il successo dei biancazzurri a Brescia. L’olandese vince il premio del Guerin Sportivo, il Guerin d’Oro. L’anno dopo la squadra partenopea giunse 4°. Nei due anni seguenti la squadra lottò solo per la salvezza e il libero ebbe problemi a un ginocchio.

Avrebbe finito, da giocatore, a Cannes, nella Serie B francese.

In Nazionale nel medesimo periodo di Johann Cruijff, del portierone Jan Jonglobed, di Johnny Rep e del talento di Rob Rensenbrink, recentemente scomparso, Ruud Krol è stato tra i più incisivi protagonisti dell’applicazione del Calcio Totale di Rinus Michels. Al punto che l’Ajax e gli Orange hanno rivoluzionato il football d’Europa e quello assoluto.

Gli arancioni di Michels non solo giocarono la finale di Monaco di Baviera, ma al 1° passarono in vantaggio su rigore con Neeskens, altro grande alfiere, di quel collettivo. Vinse, tuttavia, la Germania Ovest padrona di casa in rimonta, con un grande Gerd Muller autore della doppietta decisiva, all’Olympiastadion!

L’Olanda giunse 3° nel Campionato d’Europa per Nazioni del 1976, quello clamorosamente vinto dalla Cecoslovacchia di Panenka, autore del primo cucchiaio sfoderato ai tiri di rigore, sulla favoritissima Germania Ovest, superata per 7-5 dopo il 2-2 dei tempi regolamentari e dei supplementari.

Quella squadra orange non fu fortunatissima, per quanto aveva seminato. Krol ne prese i gradi di capitano e leader perché ai Mondiali del 1978 non c’era, il talento planetario Cruijff: l’Olanda perse ai tempi supplementari 3-1 dai padroni di casa dell’Argentina.

Complessivamente Ruud ha giocato 83 volte, con l’Olanda, segnando 4 gol.

Da allenatore, come capita anche a parecchi, tra gli ex grandi calciatori, non ha brillato particolarmente. Ha cominciato con i belgi del Mechelen (o Malines), per un anno. Quindi una stagione anche in Svizzera, al Servette; in Egitto, per 5 anni, lo Zamalek, e la Nazionale egiziana in occasione della Coppa d’Africa del 1996.

Dal 2000 al 2002 Krol è stato il secondo di Louis Van Gaal nella nazionale orange. Il 3 dicembre 2001 torna all’Ajax come vice di Ronald Koeman. Il 25 febbraio 2005 diventa tecnico in prima con Tommy Bruins Slot, dopo le dimissioni dell’ex libero del Barcellona. Ma il 14 marzo la presidenza del club più importante d’Olanda nomina Danny Blind ricollocandolo a vice-tecnico. Il 23 maggio avrebbero lasciato entrambi.

E Ruud parte per la Ligue 2 nell’Ajaccio. Che lascia in 12° posizione. Torna llo Zamalek: 3° e coppa nazionale vinta. Se ne va in Sudafrica dal 2008 al 2011, con gli Orlando Pirates. Nel 2012 è alla guida dello Sfaxien Tunisia. Prende anche la nazionale ma solo per le partite play-off pr il Mondiale del 2014 contro il Camerun. Poi l’Esperance de Tunis e vince il campionato di serie A ma non basta, per essere confermato, perché a maggio perde due gare nella Coppa dei Campioni d’Africa.

L’olandese ed ex giocatore del Napoli va al Raja Casablanca dal giugno 2015 fino a novembre quando, per dissidi con diversi giocatori, è esonerato con un comunicato tutt’altro che affabile, da parte del club.

Per qualche anno è stato anche commentatore, in Sudafrica, per la televisione SuperSport di Johannesburg.