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Moses Malone per sempre: storia di quella farfalla dei rimbalzi con la precisione di LB e il senso dei rimbalzi di Kareem

Moses Malone per sempre: storia di quella farfalla dei rimbalzi con la precisione di LB e il senso dei rimbalzi di Kareem

 

Arrivò in una Philadelphia che per tre volte aveva provato a vincere il titolo della N.B.A. “giungendo sempre seconda, alla fontanella per bere”. Ma lui è stato la tessera perfetta di un meraviglioso mosaico composto da Doctor J e Maurice Cheeks. Oggi avrebbe compiuto 65 anni

 

Moses Malone è stato uno dei giocatori più efficaci sul piano tecnico nella storia della Pallacanestro americana. Giocatore dalle buone percentuali al tiro, è sempre stato uno in gamba per i rimbalzi catturati, tanto in difesa quanto nella zona d’attacco.

Nato a Petersburg, stato della Virginia, il 23 marzo del 1955, è partito della locale high school, per iscriversi subito all’Università del Maryland. E’ stato il primo cestista a saltare il percorso del college che è il naturale sentiero capace di portare ai piani di sopra, tra i professionisti.

Malone è preso dagli Utah Stars, squadra che gioca nel campionato ABA (American Basketball Association), la lega che era il miglior concorrente della NBA.

Al primo anno da matricola, 1975, i numeri di Moses sono di rilievo: 18,8 punti a partita, 14,6 rimbalzi e 1,5 stoppate a gara, con una buona percentuale al tiro: 57,1%.

Nel 1976 il centro più preciso nelle conclusioni passa ai Saint Louis Spirits ma ha troppa concorrenza, fatta di elevata qualità: tra i suoi compagni di viaggio Maurice Luca e Caldwell Jones ma anche Marvin Barnes, e i minuti a disposizione per mostrare il proprio valore, diminuiscono.

Terminata la stagione la ABA fallisce e a tutti i giocatori è data la possibilità di proseguire nella National Basketball Association. Malone va ai Portlandi Trail Blazers che lo girano ai Buffalo Braves, che, a metà stagione, lo indirizzano agli Houston Rockets. Sarebbe rimasto con la franchigia texana per ben 5 anni!

Moses va bene perché con la potenza e la precisione nell’andare a canestro, ha una inusuale agilità, per un pivot di 2 metri e 8. Impiegato da post basso è ritenuto il miglior centro della divisione dell’Est. Con lui Houston cresce e nel 1977 arriva alle finali di “conference”. Nel 1979 lui entra nel miglior quintetto ideale. Nel 1981 i Rockets arrivano alle Finals per il titolo assoluto, vinta (4-2) da una grande edizione dei Boston Celtics, che avrebbero aperto un meraviglioso decennio di sfide con i Lakers.

Malone nel 1982 è per la seconda volta MVP ed è eletto nella All First Team. Il talentuoso giocatore di Basket passa ai Philadelphia 76ers, all’epoca club tra i più rispettati e #1 della Eastern Conference. Ai Rockets va il suo ex compagno Jones.

Malone sarebbe stato il compagno di uno straordinario Julius Erving, al secolo Doctor J!, e di Maurice Cheeks. E i Seventy-Sixers erano stati vicini a conquistare il prestigioso anello, simbolo del successo dell’NBA, in 3 occasioni, nel 1977, nell’80 e nell’82.

L’allenatore? Un certo Billy Cunningham, capace di guidare al record dei L.A. Lakers: 65 successi e 17 sconfitte, ancora oggi imbattuto. Malone ottenne per la terza volta, la nomina di Most Valuable Player (il miglior giocatore); fu la seconda volta di fila. Phila supera 4-0 NY, 4-1 i Bucks nella finale di conference, e il 4-0 ai Lakers nell’ultimo atto, contro una delle squadre più forti di ogni tempo. I 76ers vincono il titolo e Malone vince anche il premio di miglior giocatore delle finali.

L’anno dopo i campioni in carica non si seppero ripetere, anche per i troppi infortuni patiti dagli uomini-chiave. Nel 1985 arriva una matricola “particolare”, tale Charles Barkley. La squadra arriva alle finali di conference, ma i Boston Celtics ebbero la meglio. Non bastò, al destino della singola annata sportiva, ai Phila, il sesto trofeo di Moses Malone quale miglior rimbalzista.

La stagione successiva fu improduttiva, per la formazione della “Città dell’Amore Fraterno”, e lui andò via. Due anni nei Washington Bullets, con 28 punti e 3 a partita, 13 rimbalzi, ma la squadra della Capitale non spiccava mai il volo, in quegli anni.

Tre anni ad Atlanta, che già vantavano i servigi del talentuoso Dominique Wilkins, con i Falchi che hanno dato fastidio a parecchie avversarie incrociate.

Malone va per due anni a Milwaukee e un rapido ritorno a Phila, per chiudere nel 1995 con lo scopo di far crescere il giovane e futuro “Ammiraglio”, David Robinson.

Dal 2009 al 2015 ha provato la strada del Coach senza incidere come ha saputo fare da atleta. Infatti da giocatore Moses Malone è il 9° assoluto nella classifica d’ogni tempo. Ed è il 5° nella graduatoria dei migliori rimbalzisti di tutti i tempi; 1° assoluto per rimbalzi offensivi.

Malone è anche il 2° nella classifica dei tiri liberi messi a segno.

E’ morto a soli 60 anni il 13 settembre del 2015, per un malore, a Norfolk, in Virginia.