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Coronavirus, Trump lancia l’allarme recessione e Wall Street va in profondo rosso

di Fabio Camillacci/ Gli Stati Uniti, giorno dopo giorno, stanno scoprendo l’emergenza coronavirus. Nella giornata di lunedi 16 marzo nuovo intervento del presidente Donald Trump che ha detto: “La pandemia può finire a luglio o agosto, ma dobbiamo fare un ottimo lavoro. Purtroppo la situazione non è sotto controllo”. Gli ultimi numeri parlano di oltre 4.000 contagi e almeno 70 morti.

Le parole del Capo della Casa Bianca fanno precipitare Wall Street. Trump non è mai apparso così pessimista, agitando addirittura lo spettro della recessione, e in tal modo la Borsa di New York è crollata. Uno spaventoso crollo che non si registrava da più di 30 anni. Panico totale in chiusura di contrattazioni proprio mentre il Presidente parlava con la stampa. Un autentico profondo rosso: indice Dow Jones a -12,94%, Nasdaq a -12,32%

New York e Los Angeles le città più colpite. Scuole, ristoranti, cinema, palestre e negozi chiusi. Grido d’allarme del governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, che deve fronteggiare la situazione più seria di tutto il Paese con ormai quasi mille casi di Covid-19 e 7 morti. I ristoranti sono autorizzati a lavorare solo per le ordinazioni da portar via o per le consegne a domicilio. Vietati tutti gli assembramenti oltre le 50 persone. Restano aperti solo i servizi ritenuti essenziali: alimentari e supermercati, farmacie, distributori di benzina e centri medici.

Il punto città per città, Stato per Stato. Nella “Grande Mela” chiude un simbolo come la Statua della Libertà. Al momento è scongiurato lo stop della metropolitana: l’incubo più grande degli abitanti di New York. Las Vegas invece spegne le luci dei casinò sull’iconica Strip. Miami limita l’accesso alle spiagge. Nel New Jersey scatta un vero e proprio coprifuoco dalle 8 di sera alle 5 del mattino. San Francisco invece ha ordinato ai residenti di gran parte della regione della Baia di restare a casa per le prossime tre settimane e il più possibile lontano dalle altre persone.

Studenti a casa. Ben 32 milioni di studenti, in 33 Stati americani, non sanno se quest’anno torneranno sui banchi di scuola. Stesso discorso per molti campus universitari. Nella capitale federale Washington al momento la situazione è meno allarmante ma le restrizioni sono già tante e riguardano anche gli uffici federali, con la Corte Suprema che ha rinviato tutte le udienze di marzo.