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Coronavirus: dai consumi al mercato del lavoro alla funzione del cibo

Coronavirus: l’allarme è inarrestabile e questa volta blocca le famiglie. La chiusura degli istituti scolastici, da poco confermata dal governo, obbliga i genitori a cercare un’alternativa possibile alla loro assenza. Per fortuna i meme online smorzano le tensioni, amplificate dal semplice parlarne in ogni dove, e ci ricordano che era meglio stare in pena per il rischio contagio che avere la certezza di doversi barricare in casa in versione baby sitter, o colf. “La preoccupazione è condivisa, per quanto si tenti di porre un freno al panico, l’atteggiamento degli italiani è abbastanza cosciente, credo e vedo che lo sforzo che stiamo facendo è necessario. Stiamo collaborando tutti in maniera diversa – ha osservato Riccardo Quintili, direttore de Il Salvagente, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – dopo questa esperienza sarà più facile mettersi nei panni di chi prova a fuggire dal proprio paese e viene bloccato, per la prima volta i respinti siamo noi. Saremo più coscienti anche sui consumi.”

I dipendenti non occasionali non lavoreranno

A farne le spese è anche il mercato del lavoro, “è una situazione che si ripercuote a livello mondiale. Ho capito che dobbiamo contingentarci, non abbiamo più le scuole almeno fino al 15 marzo e non sappiamo se si continuerà su questa linea. Quanto al contingentamento nel museo aspettiamo che venga data una linea guida da seguire – ha incalzatola direttrice del Museo Explora di Roma – se chiudiamo per due settimane dovremmo farcela. Abbiamo trentacinque dipendenti, non occasionali, che in questo periodo non lavoreranno con noi.” 

La funzione del cibo

Coronavirus: alcune mamme pare, di recente, abbiano messo a punto delle diete per contrastare il problema, ma sembra non essere una buona misura di contrasto. “Se vogliamo proteggere i figli dobbiamo educarli ad una certa attenzione all’igiene – ha sottolineato Prosperi – bisogna mangiare in maniera sana, senza esagerare col cibo di nessun tipo.”

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