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Coronavirus: i viaggi annullati e la situazione a Cortina d’Ampezzo

Coronavirus: danni economici e morali per chi ha pensato di fare vacanza in questo periodo, soprattutto verso un “certo” tipo di località. I rimborsi dei biglietti sono la principale preoccupazioni dei vacanzieri: saranno possibili per tutti? Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, con l’Avvocato Stefano Gallotta, responsabile del settore vacanze di Codici. “Stiamo ricevendo molte richieste di assistenza e consulenza. La situazione è in divenire, cambia di giorno in giorno – ha affermato Stefano Gallotta, responsabile del settore vacanze di Codici – la prima domanda che i consumatori fanno è se hanno diritto al rimborso. In questo caso le ipotesi sono due: se la vacanza (o un concerto, una partita allo stadio) viene annullato per provvedimento dell’autorità ho diritto alla restituzione dei soldi; diverso è il caso in cui cui devo decidere in prima persona se andare, o no, per paura del coronavirus e magari il rischio è concreto, ma il viaggio comunque si fa, il rimborso può venir meno.”

La situazione a Cortina d’Ampezzo

Coronavirus: alle volte basta poco per non pensarci, basta spostarsi in un altro luogo, andarsene in vacanza e lasciare andare altrove le preoccupazioni. A Cortina d’Ampezzo per esempio “la gente scia ed esce come negli altri, normali, periodi. Qualche albergo ha ricevuto disdette – ha raccontato l’Avvocato Valerio Gargano, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – un locale importante di Cortina questo weekend verrà chiuso per l’ordinanza della Regione Veneto. Sono stato in uno dei bar più famosi del posto e gente con la mascherina non ce n’era. Eppure tra i vacanzieri ci sono persone del posto e romani: c’è attenzione, preoccupazione”, non spasmodica e ingiustificata come in altre metropoli italiane. 

“In famiglia è giusto raccontare ai figli quello che sta accadendo, anche perché le paure dei genitori vengono percepite dai genitori”, ha raccontato lo psicoterapeuta Alberto Pellai, dettagliando che gli adulti hanno il dovere di raccontare fin dov’è giusto temere il problema.

Ascolta qui l’intervista integrale