Spettacolo

Max Paiella al Teatro Golden, dal 25 febbraio al 15 marzo, con Boom

Max Paiella torna a divertire, con l’aiuto della comicità, della musica e della sua creatività assoluta, al Teatro Golden con Boom. Dal 25 febbraio al 15 marzo, il viaggio della Roma degli anni ’60 e anni ’80 riporterà indietro nel tempo. “E’ un viaggio nel passato, non nostalgico, dove cerchiamo di recuperare il meglio di quegli anni. All’epoca le persone giravano col borsello di cuoio che era grande quanto un iPad: certe misure vengono da lontano – ha detto Max Paiella a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – Roma deve tornare a creare unione tra le persone, il mio spettacolo racconta quali sono i presupposti giusti per una città nuova.”

L’ottimismo degli anni ’80

Gli anni ’80 raccontati da Max Paiella in Boom rievocano “i motorini dell’epoca, il Ciao, il Califfo, quell’atmosfera che aveva un vago sapore anni ’60 e quell’ottimismo, diffuso nelle nostre vite, che dovremmo recuperare – ha aggiunto Max – l’Italia del boom economico si è trasformata nell’Italia da bere, ed era così in tutti i grandi centri.”

Il periodo successivo a quello del secondo conflitto mondiale, quando cioè “la gente aveva sofferto la fame, era sopravvissuta alla guerra, avevano avuto i tedeschi in Italia, era un periodo che conteneva gli strascichi degli anni ’60 e non poteva non esserci una belle spinta propulsiva verso il futuro. Gli anni ’60 hanno creato un linguaggio musicale che è entrato nelle menti e nei cuori delle persone e ha tracciato qualcosa di importante che negli anni ’80 un pochino si vedeva – si è congedato il comico e attore – gli anni ’50 e ’60 hanno creato un linguaggio particolare con l’aiuto della musica. La politica sia a destra che a sinistra era vicina al cittadino, c’erano le sezioni, la gente non si sentiva sola. Le canzonette di quegli anni ci sono rimaste impresse. Questo avere cura della propria città, della cultura, non è del tutto perduto. Noi italiani abbiamo ancora il concetto di famiglia, inteso come gente che si aiuta, che non è diffuso del tutto, ma neppure scomparso.”

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