Politica

Paragone: “L’unico vero 5 Stelle rimasto sono io”

Gianluigi Paragone, senatore del Gruppo Misto, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul M5S

“L’unico vero 5 Stelle rimasto sono io –ha affermato Paragone- Al di là delle etichette, ci sono alcuni valori, alcune battaglie che erano storiche del Movimento e che adesso non lo sono più. Addirittura l’altro giorno ho visto che Vito Crimi non si ricordava più la quinta stella. Se non ti ricordi l’acqua pubblica, la mobilità e lo sviluppo sostenibile, è un problema. Il M5S ha beneficiato dell’attuale legge elettorale che ora vogliono cambiare perché con il risultato della parte maggioritaria ha fatto un sacco di parlamentari in più. Col proporzionale il successo analogo non si ripeterebbe. Ciò premesso, se credi di essere un movimento antisistema non è obbligatorio allearsi con qualcuno che fa parte del sistema. Con la Lega abbiamo fatto un contratto perché nella Lega c’era qualcuno che voleva andare oltre i limiti di bilancio opposti dall’UE. Io sono assolutamente convinto che nell’Eurozona devi sfondare le regole del rapporto deficit-pil o da qui non se ne esce. Arriva il coronavirus e ti paralizza il sistema e tu sei privo degli strumenti che dovrebbero essere propri dello Stato. Non potendo agire sulla leva debitoria, mentre tutti gli altri lo fanno, tu sei fregato, stai fermo come un baccalà. I debiti della Pa ancora devono essere pagati, nel mondo del lavoro crescono i contratti a tempo determinato, poi ci sono dei dati che si inseriscono in una progressiva automatizzazione dei processi lavorativi e questo non vale solo per l’operaio ma anche per i ruoli dirigenziali. Prima o poi questa situazione esploderà. Noi stiamo vivendo in una bolla ipnotica dove nulla può sconfinare dentro una violenza, abbiamo anestetizzato la violenza, le sardine sono il doping studiato da qualcuno per anestetizzare lo scenario che verrà. Se tu oggi guadagni 55mila euro lorde, sei tassato al 41% come se fossi un ricco. Questo è un ceto medio che sta abbastanza bene e viene tassato come un ricco. Il problema però è che i ricchi veri spostano la residenza a Montecarlo e in Svizzera. Se tu oggi non hai una retribuzione o una fonte di reddito dove vai? Oggi non si fanno più figli perché i giovani hanno paura. Io mi sono sposato e ho fatto i figli da giovane perché avevamo un consolidato con case di proprietà, poi ho iniziato a lavorare quando il giornalismo andava a gonfie vele, ho guadagnato bene, però l’ho potuto fare perché avevo questa serenità. Se dovessi pensare a un partito sicuramente lo piazzerei sul fronte No euro e no Europa, a quel punto so di essere un problema per gli altri ma non mi vado a contaminare. Il mio antieuropeismo l’ho pagato caro. Sarei all’opposizione per molto, ma sarei quel Galileo Galilei che non abiura e che però era dalla parte giusta della storia”.

Sul possibile ritorno di Di Battista

“Non ci sarà nessun nuovo partito formato da me e Di Battista. Alessandro la sua battaglia la fa dentro il Movimento e io gli auguro molta fortuna. Per un mio eventuale ritorno nel Movimento, la sua presenza può essere dirimente soltanto nell’ipotesi in cui facesse cadere questo governo e si andasse ad elezioni, perché l’abbraccio col Pd è un abbraccio mortale. Il Pd ormai rappresenta il neoliberismo. Ad Alessandro ho detto: buona fortuna perché entri in un corpo che ormai è corrotto. Alessandro è innamorato del Movimento, ma è quell’innamoramento che purtroppo nasce dal fatto che non sta vivendo la stagione del Movimento governativo, quando tornerà a frequentarli capirà che quell’innamoramento non c’è più”.

Sul caos prescrizione

“Questa partita di corto respiro l’ha vinta Renzi. Lui non si è fermato, è molto più spregiudicato di tutti gli altri, lui mette il proprio ego davanti a tutti. Lui avrebbe davvero provocato una crisi di governo per Bonafede. Nel momento in cui costringe il governo a togliere dal Milleproroghe la parte della prescrizione ha vinto lui. Il M5S non ha più frecce nel proprio arco e allora deve tentare sull’unica cosa che gli rimane di dire: questa cosa la facciamo come diciamo noi. La concessione autostradale o la fai o non la fai, è una cosa che si vede. La prescrizione è la stessa roba, o la fai o non la fai. Siccome tutto il resto non puoi farlo allora fai la prescrizione”.

Sui rapporti con l’Egitto

“Di Maio è il più democristiano di tutti, mi piacerebbe ricordargli le parole che lui e Di Stefano dicevano quand’erano all’opposizione, perché è facile stare all’opposizione. L’Europa è difficile coinvolgerla perché non esiste politicamente, esiste solo per la sua ricaduta economica, è un inganno mostruoso. Un’Europa politica avrebbe già un ruolo, Regeni sarebbe un cittadino europeo, ma l’Europa non riconosce la cittadinanza europea. Devono avere il coraggio di parlare chiaro e dire che la vita di Regeni non vale i rapporti economici con l’Egitto”.