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Giovan Battista Cicchetti Marchegiani, Presidente Insfo: Così facciamo fronte all’emergenza coronavirus

Il Presidente Insfo di Protezione Civile Giovan Battista Cicchetti Marchegiani interviene a Radio Cusano per parlare dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e di come la Protezione Civile sta cercando di arginare quanto più possibile questo fenomeno attraverso delle procedure di sicurezza.

Emergenza sanitaria

E’ stato già attivato il servizio nazionale della Protezione Civile che prevede il concorso dell’intero sistema Paese. Ci sono strutture, come ospedali che vengono attivate all’istante come servizio sanitario nazionale ma poi c’è il concorso di tutte le altre strutture operative come Vigili Del Fuoco, Polizia e Carabinieri ma anche gli stessi volontari della Protezione Civile che si attivano per aiutare gli altri organi messi in funzione. Ci sono due differenze fondamentali rispetto all’emergenza SARS del 2003 che seguimmo insieme all’allora Presidente della Protezione Civile Guido Bertolaso: all’epoca infatti non vi era la libera circolazione di persone e merci e poi c’era un differente flusso delle informazioni che permise di evitare la diffusione delle fake news anche sulle procedure di auto protezione da adottare.

La prevenzione

Questo è un virus che a differenza della SARS ha un tasso molto più alto di contagio però è anche meno aggressivo e ha un basso tasso di mortalità. Le norme fondamentali per prevenirlo sono semplicissime: evitare di parlare a una distanza troppo ravvicinata con altre persone perché anche le gocce di saliva posso contenere batteri che contagiano, starnutire sul gomito e non sulla mano come si è solito fare e poi al minimo sospetto di temperatura più alta del solito recarsi in ospedale per i dovuti controlli: se si superano i 37 gradi è bene allarmarsi. E’ stata emanata proprio in questi giorni una circolare che prevede una serie di procedure di urgenza che prevedono anche la realizzazione di terreni che prevedano centri di accoglienza debitamente attrezzati come ospedali e strutture in disuso per la quarantena ma affinché venga effettuato ciò occorre avere numero di contagi molto alti che al momento per fortuna non ci sono!