Politica

Bernaudo (Sos partite iva): “Governo pensi anche a lavoratori autonomi e imprese”

Andrea Bernaudo, presidente dell’Associazione Sos partite iva, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Partite iva poco considerate dal governo

“Con la nostra associazione abbiamo cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica e messo in campo proposte concrete, ma nell’arco di 6 anni non è cambiato nulla. Mini flat tax? Quello è semplicemente un allargamento del forfettario che già esisteva prima. Questa logica dei tetti è come se lo Stato ti dicesse: fattura poco perché se sei bravo e fatturi tanto ti massacro. Questa logica ha portato l’Italia ad essere ferma da tantissimo tempo sul pil e l’allarme sta crescendo perché questo governo ha stretto la morsa, ma non ha diminuito il carico. Noi siamo dell’avviso che tutti coloro che si alzano la mattina per produrre senza nessuna garanzia da parte dello Stato debbano partire tutti dagli stessi nastri di partenza con un’aliquota proporzionale, stabilendo una no tax area per chi fattura meno di 12mila euro, superati i 12mila euro ci deve essere un’imposta al 15% per tutti, in modo che nessuno sia obbligato a firmarsi a una certa quota per non superare il tetto. Bisogna fare in modo che a chi decide di fare un lavoro autonomo, indipendente e produrre pil gli sia riconosciuto il rischio d’impresa. Aprire una partita iva non deve essere un iattura”.

Non solo lavoratori autonomi

“C’è un equivoco e una propaganda che portano avanti i sindacati e gli statalisti: mettere la partita iva piccola contro quella grande. Noi abbiamo il cuneo fiscale tra i più alti al mondo, per cui ci sono imprenditori che se dovessero assumere una persona con le regole attuali chiuderebbe domani mattina. Tutte queste distorsioni non dipendono dalla malafede di chi lavora, di chi fa impresa, o dal tentativo di sfruttare qualcuno. E’ lo Stato italiano che ha messo l’economia reale in ginocchio, per cui l’imprenditore più grande è costretto a prendere solo lavoratori con partita iva perché non riesce ad assumere dato che il cuneo fiscale è troppo alto. Trattare le partite iva soltanto per quanto riguarda i freelance e i liberi professionisti è sbagliato, la partita iva è tutto il comparto delle attività produttive. Nei Paesi ad economia liberali tutto il comparto viene considerato come attività produttive”.