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Ventennale Craxi, Costantino Della Gherardesca: “Molti miei colleghi hanno paura ad esporsi”

Il conduttore televisivo Costantino Della Gherardesca è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, intervistato dal direttore Gianluca Fabi ad Hammamet nel corso delle celebrazioni per il ventennale della scomparsa di Bettino Craxi.

Riguardo la sua presenza ad Hammamet per il ventennale

“Mi sembrava doveroso venire –ha affermato Della Gherardesca-. La maggior parte dei miei colleghi del mondo dello spettacolo e della comunicazione non si espone su temi che a volte possono essere considerati impopolari. Come diceva Paolo Villaggio, le persone dello spettacolo hanno le palle grandi quanto piccole uova di caviale. Io non ho paura a far presente che non sono un forcaiolo, sono passate molte menzogne cariche di rabbia sul conto di Bettino Craxi che a mio avviso era un uomo di un’intelligenza rara, prima su tutte quella che lui è fuggito dall’Italia per andare a vivere nel lusso in Tunisia. Fortunatamente è uscito questo film di Gianni Amelio dove viene sfatato questo mito. Gli ultimi anni di Craxi in Tunisia erano molto modesti, andava sulla spiaggia, mangiava con i pescatori, era una persona molto aperta che credeva nell’uguaglianza ma anche nel progresso. Non ho vissuto la storia di Craxi da adulto, ma lui era molto amico del produttore cinematografico Giorgio Nocella, che era mio padrino. Non era un uomo con soldi o potere, quindi Craxi non aveva alcun interesse ad avere un amico così. Già questa cosa ti fa capire la realtà umana di Craxi che nella sua vita personale era un curioso delle persone, non aveva un’ambizione cieca”.

Riguardo la politica attuale

“Ho uno sguardo più sull’economia che sulla politica. Spesso vengo frainteso, si pensa che sono un piddino duro e puro e ideologico. Penso che viviamo in una realtà globale e il mondo dell’informazione non ci fa vedere cosa succede nel resto del mondo. In Asia, in Paesi come la Corea del Sud, Malesia, Singapore, c’è stato un salto in avanti che non possiamo ignorare. Quindi la politica che deve essere applicata all’Italia dovrebbe aggiustare diseguaglianze e metterci al pari con le altre nuove economie e realtà. Spesso gli italiani hanno paura del progresso e dell’innovazione. Se condurrei un talk politico? I programmi di politica in tv ormai sono diventati un genere di intrattenimento, come i polizieschi, le persone sono abituate a vederli e continueranno a vederli. Potrei fare un programma di intrattenimento che include fenomeni politici del momento, però non farei mai un programma esclusivamente di politica”.