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Amore maturo (F. Alberoni): “E’ improvviso, dura se c’è un progetto”

Amore: sentimento naturale verso qualcuno o qualcosa, tema approfondito e dibattuto dalla notte dei tempi, fonte di forza o debolezza. “Ci si può innamorare a cinque come a cinquant’anni, l’amore è un accadimento improvviso, un momento di cambiamento violento in cui si passa da una comunità ad un’altra: è un passaggio – ha osservato Francesco Alberoni a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – possiamo amare sempre, non viviamo se non ci sentiamo amati, voluti, apprezzati. Il bambino cerca riconoscimento attraverso l’amore materno, quindi innamorarsi significa anche identificarsi nell’altro. Tutti abbiamo bisogno di riconoscimento, c’è anche chi prova a farsi amare senza riuscirci!”

I cambiamenti dell’amore

Nel tempo le relazioni affettive sono cambiate, “una volta l’uomo adulto si innamorava della giovane, oggi sta avvenendo il contrario. Le donne, sempre più indipendenti, si innamorano di ragazzi più giovani e spesso si tratta di rapporti che funzionano molto bene – ha spiegato il sociologo dell’amore – è una sciocchezza pensare di aver esaurito le opportunità affettive dopo i trent’anni. Le donne entrano in una fase di crisi, una volta arrivate a cinquant’anni, è il periodo che precede la menopausa, ma è la fase in cui si innamorano veramente e possono tenersi l’amante fino all’ultimo giorno o divorziare dalla vecchia relazione.”

L’amore bilaterale

Amore maturo: capita di innamorarsi in tarda età e di avere la sensazione di aver trovato, finalmente, il vero amore. L’inesperienza e l’immaturità possono illudere, farti credere di aver raggiunto la cima della montagna e di riuscire a vedere il migliore dei paesaggi e invece scopri che c’è ancora da salire, ti aspetta una panoramica migliore. “L’amore maturo è un impulso improvviso, un’attrazione irresistibile, ma può durare poco se non c’è un progetto. L’amore bilaterale, cioè quello in cui entrambi sono innamorati (anche lui si innamora) non è facile da trovare, ma può favorire anche affinità elettiva. Se non c’è la si può creare. Con le relazioni unilaterali, dove ci si vede soltanto per fare l’amore c’è romanticismo, attesa, monotonia, ma anche sofferenza, è una vita monca – si è congedato Francesco Alberoni – non si riesce neppure a litigare se si è lontani. L’amore bilaterale è quel tipo di rapporto dove ciascuno ha potere sull’altro, non è un idillio, ma un perdersi e ritrovarsi, è vita.”

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