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Omologazione (R. De Cicco): “Bisogna credere di più nei propri valori”

Omologazione: si tende ad uniformarsi alle idee del proprio gruppo di appartenenza per farsi accettare, risparmiare energie ed evitare di rimanere soli. Basti pensare all’incremento di yes man, yes woman, in circolazione: ne conoscente? Gli va sempre bene tutto, accettano di buon grado incarichi impossibili e non osano contraddire il leader: che vita comoda!

Ne abbiamo parlato con Romina De Cicco, docente in materie psicopedagogiche dell’Università Niccolò Cusano. “Ci omologhiamo per comodità e per pigrizia, avvertiamo la necessità di ricevere like sui social e approvazione a causa di una importante insicurezza di fondo – ha osservato Romina De Cicco – essere autentici, mostrare una personalità che non può essere incasellata è un rischio, può essere faticoso e causare solitudine.”

Gestire la libertà e la solitudine

Omologarsi gli altri comporta la possibilità di garantirsi presenze sicure: il partner, l’amico, il collega. Opporsi al modo di pensare comune può compromettere, invece, il proprio ruolo e le compagnie. “Gestirsi i tempi vuoti significa avere un ottimo rapporto con se stessi, essere risolti con se stessi, non è così semplice. Viviamo in comunità coltivando l’individualità, la soggettività, senza apprezzare l’altro: il progetto del collega, una visione delle cose opposta alla mia – ha aggiunto la professoressa De Cicco – bisogna credere nei valori in cui si crede”, e starci dentro con maggiore determinazione.

La sincerità dei bambini

L’essere umano, in quanto animale sociale, è felice se condivide. “Quello che apprendo o costruisco non ha motivo di esistere se non lo posso condividere con l’altro, se non sono in grado di vivere con l’altro, il prossimo, la collettività – con queste parole si è congedata l’esperta – i bambini hanno un comportamento più schietto degli adulti, non è affatto infantile rispetto al senso dell’amicizia: sono sinceri, sanno essere bruschi, sanno arrendersi alla tristezza del compagno, chiedere scusa e perdonare. I bambini non temono l’opinione dell’altro, pensano sempre a come raggiungere un obiettivo e trovano il modo di farcela, non sono opportunisti, né capaci di negare l’evidenza.” E’ per questo che non si fa altro che dire che dai bimbi c’è solo da imparare! Imparare a vivere e pensare con maggiore autenticità, evidentemente.

Ascolta qui l’intervista integrale