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Codice della strada (Soricelli): “La legge italiana sanziona, non previene”

Codice della strada: sono previste nuove e costose sanzioni, oltre alla sospensione della patente, nei confronti degli automobilisti che usano lo smartphone alla guida. Nessuna tolleranza nei confronti dei negligenti, ne abbiamo parlato con Gerardo Soricelli, docente di Diritto Amministrativo II presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano. “Il discorso della riforma del codice della strada si inserisce in una più ampia questione legata alle riforme legislative. In Italia abbiamo l’attitudine ad inasprire le pene – ha osservatore il professore – il nostro legislatore adotta una funzione repressiva, sanzionatoria, invece dovrebbe averne una di prevenzione. L’inasprimento delle pene può far bene fino ad un certo punto, bisogna incentivare la responsabilità del guidatore.”

Come fare prevenzione?

Prevenire, non sanzionare dunque, questa l’idea del professor Soricelli. “La prevenzione va fatto con dei posti di blocco, a livello di Polizia Stradale o vigili urbani, nelle zone più a rischio. Bisogna avere a disposizione del personale idoneo a prevenire infrazioni sul territorio – ha aggiunto Gerardo Soricelli – con l’inasprimento delle pene si vanno ad inasprire conflitti sociali non indifferenti, prevenire significa pensare a campagne di sensibilizzazione e culturali.”

Codice della strada: la sanzione economica sembra essere vantaggiosa unicamente ai fini patrimoniali degli enti pubblici. “Il legislatore, invece, deve tutelare la coscienza e la responsabilità del guidatore portandoli ad avere maggiore rispetto della propria vita e di quella degli altri. Oltre alla richiesta di 1.700 euro aggiungerei un obbligo di commissariato presso i vigili urbani, o la Polizia – si è congedato Soricelli – andando ad incentivare sanzioni alternative si evita di puntare sempre sui soldi e ci si adopera maggiormente sulla disciplina degli automobilisti.”

Quello degli appassionati di automobili è un tema curioso, anche sotto il profilo psicologico. Il possesso di una macchina lussuosa è diventato uno status symbol, una sorta di ostentazione della ricchezza. “Ci sono aspetti della nostra psicologia, inconsci, che si esprimono anche con gli oggetti, l’automobile è un oggetto d’amore – ha spiegato il dottor Alberto Angelini – è forte il desiderio di apparire e mostrarsi potenti, agli occhi degli altri, attraverso la macchina.”

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