Attualità

Paolo Marchioni sindaco di Omegna: “Così ho deciso di dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.”

Paolo Marchioni sindaco di Omegna a Radio Cusano nella trasmissione Un Giorno Da Ascoltare con Misa Urbano e Arianna Caramanti per parlare della decisione della Giunta di dare la cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita Liliana Segre.

Cittadinanza onoraria

“L’iniziativa è stata promossa dalla mia Giunta comunale, è stata una mia idea ma approvata sin da subito dai miei consiglieri, assessori ma anche dai cittadini del mio paese. Questa idea si ricollega, a parte alla figura della Senatrice Segre che comunque è indiscutibilmente una figura di altissimi valori morali e un grande esempio per tutti e sopratutto per i nostri giovani ma si ricollega molto anche alla storia della nostra città poiché la città di Omegna è una città della resistenza in cui ci sono stati molti martiri che hanno perso la vita nelle battaglie partigiane; a seguito di ciò mi è sembrato doveroso, come città che ha un riconoscimento nell’ambito della resistenza, di attribuirle la cittadinanza onoraria. Tutte le forze politiche che mi sostengono, noi siamo una Giunta di centro destra, hanno appoggiato questa mia scelta ed ha ritenuto di aderire immediatamente alla mia proposta anche se deve essere ancora sottoposta al consiglio comunale che ci sarà a breve ma sono sicuro avrò un grande successo!”

Sulla cittadinanza onoraria negata dal sindaco di Biella

“Conosco molto bene quello che è accaduto qualche tempo fa a Biella perché conosco Claudio Corradino il sindaco di Biella e proprio in quei giorni mi ero confrontato con lui su questa cosa: in realtà lui si rese sin da subito conto di aver preso un granchio e di aver commesso un errore, segno di grande intelligenza tant’è che poco dopo aderì alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre; purtroppo questa vicenda è rimbalzata un po’ ovunque e ha avuto un eco mediatico importante ma è pur vero che la scelta di dare la cittadinanza onoraria a un comico anziché a una superstite dei campi di concentramento sarebbe stata una contestualità sbagliata.”