Politica

Terremoto centro-Italia, Pirozzi: “Processate chi non fa nulla per la ricostruzione”

Sergio Pirozzi, presidente della Commissione grandi rischi della Regione Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

La ricostruzione nei territori del centro Italia colpiti dal sisma

“Il 20 si discute del caso Salvini- Gregoretti, ma io manderei sotto processo per sequestro di persona tutti coloro che non stanno facendo niente per la ricostruzione. –ha affermato Pirozzi-. Hanno sequestrato una grande parte del centro Italia, soprattutto quei 18 comuni che hanno avuto la distruzione. Noi avevamo approvato all’unanimità 13 articoli in Consiglio regionale, poi alla Camera per 40 voti questi 13 articoli non sono passati, gli stessi partiti che l’avevano votato in consiglio regionale in parlamento hanno votato contro, parlo delle forze che sono al governo. Noi siamo stati abbandonati. Oggi il problema è dei giovani, ma soprattutto degli anziani, c’è un tasso di mortalità più alto del comune nel centro Italia. Ancora oggi non mi so spiegare perché si è votato contro quei 13 articoli. Non erano articoli politici ma di buonsenso, del padre di famiglia, di una persona che conosce le cose a 360 gradi. Questa è stata una sconfitta della politica italiana perché sulle grandi tragedie non bisogna fare ragionamenti politici”.

Poca attenzione mediatica

“Sul terremoto de L’Aquila grandi registi hanno fatto film raccontando quello che era successo, Berlusconi è stato messo alla gogna, sul terremoto nel centro Italia è calato il silenzio nonostante la situazione sia peggiore perché la ricostruzione privata è al 4%, quella pubblica allo zero per cento. Sarebbe dovere del premier Conte risolvere questa situazione, mettersi una stelletta e dire che l’ha risolta. Alcuni politici però non pensano a mettersi le stellette ma a continuare a rimanere sedute nelle posizioni di potere. Queste terre vivono con la solidarietà che ancora oggi c’è da tutta Italia. Immaginare un futuro in queste terre dove mancano i servizi essenziali, dove non c’è un servizio economico, la vedo dura. Quei 13 articoli avevano la capacità di entrare nel problema che non è solo la ricostruzione delle case, ma è anche un futuro economico. Noi oggi siamo vivi solo grazie al popolo italiano. Io mi aspetto un film dai radical chic, da quelli che stanno seduti nel salotto e massacrarono Berlusconi”.