Attualità

Match and The City: la Community sulle app d’incontri, sul sesso, sul femminismo e tanto altro ancora.

Marvi Santamaria, social media manager, siciliana trapiantata a Milano da sette anni, 31 anni e la voglia di avviare un progetto tutto suo che punti a trattare tematiche legate al sesso, alla sessualità, al femminismo e non solo… Sul suo blog, “Match and the City” molto conosciuto e diffuso su Facebook, racconta storie di ordinaria sessualità ma anche spesso di disagio, nate dalle applicazioni per gli incontri fino ad alimentare un vero e proprio circolo virtuoso, che ha dato vita alla  più conosciuta Community italiana sulle dating app (applicazioni per incontri) e un cantiere di idee in divenire su sessualità, relazioni e femminismo. Com’è cambiato l’amore ai tempi di Tinder? E’ davvero cambiato qualcosa soprattutto? Il mezzo non è poi così importante, la cosa fondamentale è che l’amore trionfi!

Match and the City

“A me piace definirlo un ecosistema che è nato due anni fa, con un blog e una pagina Facebook. L’intento era quello di iniziare a parlare della Tinder Generation ovvero di tutti quei giovani e non solo che utilizzano le app per gli incontri e nasce da una mia esperienza personale: quando sono arrivata a Milano ero completamente sola, avevo 25 anni, ero single e avevo molta curiosità di conoscere altre persone, così iniziai ad usare delle applicazioni per incontri, Tinder ancora non era nato e comunque il fatto di parlare di siti per incontri era ancora considerato un tabù. Tra l’altro, spulciando su internet mi resi conto che mentre in America erano molto diffusi i blog che trattano di siti specializzati per appuntamenti, in Italia ancora non esisteva un portale che ne parlasse apertamente, per cui mi son detta di provare questa avventura ed eccomi qui, con il mio Match and the City che è diventato molto conosciuto su Facebook e che punto a farlo espandere ancora di più. Parlare di sesso, di siti di incontri, di sessualità, di diritti di noi donne non deve essere più un tabù, dobbiamo sdoganare certi argomenti perché mi rendo conto che qui in Italia sono ancora poco trattati!”