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Imprese italiane più tassate al mondo, Riello: “Così lo Stato ci condanna”

Giordano Riello, presidente di N-Plus, già presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Veneto, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Secondo il report della banca mondiale le imprese italiane sono le più tassate al mondo

“Mi è venuto in mente il film di Totò, “I tartassati”. E’ un retaggio che ci portiamo da tempo quello di pagare più tasse rispetto ai servizi che vengono erogati agli italiani. Arrivare al punto in cui lo Stato è il nostro socio occulto mi sembra pericoloso e penso sia la condanna definitiva del nostro sistema industriale. Se gli imprenditori si trovano costretti a pagare le tasse anziché poter investire in nuovi macchinari, in processi produttivi ed innovazioni, diventeremo vecchi. I nostri gruppi sono stati comprati dalle multinazionali straniere. Il Made in Italy ormai non è più italiano, stiamo svendendo sull’altare dei contributi la nostra italianità. E tra l’altro le multinazionali stranieri vengono qui un paio d’anni, apprendono il know how e poi, vista l’alta tassazione, tornano all’estero. Più volte ho proposto di mantenere la stessa pressione fiscale sulle imprese, ma dando più soldi ai lavoratori e meno allo Stato, in modo da rilanciare i consumi. Come diceva Churchill, una nazione che spera di prosperare tassandosi è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”.

La manovra

“Mi viene una battuta, quale manovra? Non abbiamo certo visto manovre coraggiose che possano dare un impulso alle imprese per fare investimenti. Per noi questa manovra finanziaria è scritta su carta ma concretamente è meno infinito. Andare indietro non si può, siamo costretti ad andare avanti. L’Italia è in fase di stagnazione completa, la Germania sta rallentando e questo avrà un impatto devastante sull’economia europea. Certo, gli imprenditori e i lavoratori italiani si sono sempre arrangiati in questi anni, spero che riusciremo a sbarcare in lunario anche a questo giro. Certo, gli indicatori sono molto preoccupanti e io sono molto preoccupato per il prossimo anno”.