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Razzismo calcio: la discriminazione nel mondo del calcio professionistico e giovanile

“Uh-uh”… Quante volte avrete sentito questo verso allo stadio? Scommettiamo tante. Dov’è che la goliardia sfocia nel razzismo? Viaggio alla scoperta del tifo e del razzismo nel mondo del calcio.

Razzismo e calcio

Prendiamo d’esempio l’ultima partita giocatasi dalla Roma contro il Napoli allo Stadio Olimpico: al 24° del secondo tempo l’arbitro Rocchi, che non è nuovo a queste cose, decise di interrompere momentaneamente la partita per ripetuti cori di razzismo territoriale da parte dei tifosi di fede giallorossa. Un fenomeno sempre più diffuso e frequente negli stadi mondiali. Ma cosa ne pensano i giovani tifosi?

Calcio e tifosi: come i giovani vedono il razzismo nel calcio?

Abbiamo rivolto questa domanda a vari studenti della IV A dell’istituto Carlo Matteucci di Roma. Tutti quanti hanno convenuto che non sia stato giusto interrompere l’incontro valido per la Seria A Tim perché per la loro idea è solo un modo goliardico per prendere in giro l’avversario, e ci hanno chiesto in modo provocatorio perché solo quando si tratta di cori contro la città di Napoli vengono sospese le partite, invece per quanto riguarda i cori contro altre città e tifoserie non si prendano provvedimenti .
Dello stesso avviso sembra essere la madre del calciatore romanista Niccolò Zaniolo, Francesca Costa, che con un post sui social ha mosso una polemica contro i tifosi di altre squadre, che le hanno dedicato dei cori poco signorili nei suoi confronti, ed ha inoltre aggiunto che i cori sessisti feriscono quanto quelli razzisti. E se questa goliardia sfociasse nella violenza?

Non sono di certo nuove le notizie in scontri fuori dallo stadio prima e/o dopo le partite che fanno clamore, ci sono tifosi che fanno del “vivere ultras” una religione. Da una parte vi sono persone che vogliono andare allo stadio e divertirsi in compagnia, incitando la propria squadra del cuore anche rivolgendo cori di scherno nei limiti consentiti; da un’altra c’è la visione della Lega Calcio Italiana che ha deciso di condannare in modo assoluto questi comportamenti e alcune volte adottando anche misure di diffida verso i tifosi ripresi nel fare cori ritenuti non idonei. Totalmente in contrapposizione alle misure adottate dalla Lega Calcio Italiana vi sono gli Ultras che pensano sia corretto incitare la propria squadra in qualsiasi maniera.

… e nei settori giovanili?

La situazione non cambia poi molto, anzi, a tratti, può essere anche peggio. Sono molti gli episodi in cui i genitori, dei giovani calciatori, per sostenere il proprio figlio e la sua squadra insultino giocatori avversari, provocando la reazione degli altri genitori; nei casi peggiori si arriva anche ad atti di violenza non giustificati (anche se la violenza non è mai giustificabile!). Quindi i “grandi” che dovrebbero dare l’esempio ai ragazzi sono i primi da cui non prendere spunto.

 

 

Articolo a cura di: Lorenzo Pisana; Raffaele Magnanti; Simone Garzitto; Andrea Proietti; Alyshbaev Askat – dell’Istituto Matteucci che hanno partecipato al P.C.T.O presso Radio Cusano Campus