Attualità

In stato di abbandono il Giardino della giustizia di Roma, tributo ai magistrati uccisi dalla mafia

Il Giardino della giustizia è in pessime condizioni. Luca Laurenti, attivista del blog Riprendiamoci Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus. Ha denunciato lo stato di abbandono del Giardino della giustizia, inaugurato un anno fa nel quartiere Romanina, alla presenza della sindaca Virginia Raggi e del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.

L’inaugurazione del Giardino della giustizia

Un evento presentato in pompa magna, tra commozione, bei discorsi e tanto di taglio del nastro. Per l’occasione sono state piantate 27 querce, un tributo ai 27 magistrati assassinati dalla mafia e dalla criminalità. “A distanza di un anno il parco oggi è un deserto di degrado, sterpaglie e alberi secchi”, denuncia Luca Laurenti.

Le condizioni attuali del giardino

Fanno male al cuore le condizioni del parco, completamente abbandonato e la situazione peggiora di giorno in giorno – ha affermato Laurenti – Si pensava che qualcosa sarebbe stato fatto, anche perché il presidente della Commissione ambiente del Campidoglio Diaco aveva assicurato che erano stati stanziati 250mila euro per i lavori per risistemare il parco. Questo accadeva il 26 agosto. In realtà dal 26 agosto ad oggi non è stato fatto assolutamente nulla, gran parte delle piante sono morte, gli infestanti ricoprono le lapidi dei magistrati uccisi. E’ stato dimenticato una seconda volta. Nessuno dal Comune ne ha più parlato”,

Gli interventi fatti

“Siamo molto arrabbiati, perché non stiamo parlando di un parco qualunque ma di uno spazio dedicato a magistrati uccisi dalla mafia – spiega Luca Laurenti – L’unica cosa che è stata fatta in questi mesi è stato lo sfalcio dell’erba con un trattore. E in più hanno cominciato a dare l’acqua a queste povere piante, sperando di recuperarne qualcuna. E’ una situazione che purtroppo a Roma si ripete spesso, con queste inaugurazioni in pompa magna con sindaci, assessori, grandi discorsi, e poi alla fine questi parchi vengono abbandonati”.