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Plastic tax, parla un imprenditore

Plastic tax, Gabelli (Effegidi International): “Ci sentiamo additati. Viene puntato sempre il dito sulla plastica, mentre invece andrebbe puntato su chi utilizza la plastica e la getta dove non dovrebbe essere gettata. Sono state create tutte tasse che però non risolvono a monte il vero problema, cioè la cultura europea e italiana. Alla fine a pagare è sempre l’ultimo della filiera, il cittadino. Alcuni materiali come il poliestere costano all’incirca sui 2 euro al kilo, quindi un balzello di 70 centesimi vi lascio immaginare quanto potrebbe incidere. A questo punto diventa un disastro”

Gianluca Gabelli, amministratore delegato della Effegidi International di Colorno (Parma) che produce plastica, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Riguardo la plastic tax. “Noi che produciamo plastica ci sentiamo additati –ha affermato Gabelli-. Viene puntato sempre il dito sulla plastica, mentre invece andrebbe puntato su chi utilizza la plastica e la getta dove non dovrebbe essere gettata. Sono state create tutte tasse che però non risolvono a monte il vero problema, cioè la cultura europea e italiana. Noi cerchiamo materiali compostabili o monouso. La differenziata in Italia non so se alla fine della filiera è differenziato o no. Ci fanno fare lavori di precisione sulla differenziata, ma poi non sappiamo se viene tutto buttato tutto insieme. Per quanto riguarda l’impatto della plastic tax alla fine a pagare è sempre l’ultimo della filiera, il cittadino. Alcuni materiali come il poliestere costano all’incirca sui 2 euro al kilo, quindi un balzello di 70 centesimi vi lascio immaginare quanto potrebbe incidere. A questo punto diventa un disastro. E i consumatori pagherebbero di più. Il governo dice che darà degli sgravi, ma fateci prima vedere quali sono questi sgravi. Negli altri Stati europei prima di mettere la plastic tax è stato preparato il terreno. Non si può dire all’aziende: domani metto una tassa, attrezzatevi. Per coprire la quantità di plastica che oggi viene utilizzata in Europa, hai voglia a mettere campi di mais per compensare… Dovresti ricoprire tutto il globo. I grandi colossi troveranno l’escamotage per aggirare questi balzelli, a rimetterci saranno le piccole-medie imprese”.