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Ex Ilva, Vianello (M5S): “Taranto è stanca di morire”

Ex Ilva, Vianello (M5S): “Taranto è stanca di morire, inconcepibile uno scudo penale di 8 anni. Bisogna replicare il modello Genova. Renzi parla di cordata alternativa? Al momento non abbiamo visto alcuna cordata alternativa. Fin quando non c’è una proposta fattiva non si può andare a ragionare sui se e sui ma. Mittal non è proprietaria dello stabilimento, è in affitto, quindi se venisse meno tornerebbe in mano ai commissari. Anche da questo punto di vista il terrorismo mediatico che è stato fatto non sussiste”

Giovanni Vianello, deputato tarantino del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sull’ex Ilva. “Nel decreto salva-imprese c’era questa norma che reintroduceva l’immunità fino ad agosto 2023, il che è davvero inconcepibile in quanto non c’è un bilanciamento dei diritti costituzionalmente garantiti: quello alla salute e quello al lavoro. Io sono di Taranto, noi viviamo sulla nostra pelle la situazione. Ci sono la Procura di Taranto, l’Arpa Puglia, l’Usb, sindaco e regione contrari al reinserimento dell’immunità. E’ un territorio che è stanco di morire. Dinnanzi a questa verità inconfutabile avvalorata anche da dati scientifici, non è possibile mettere 8 anni di scudo penale. Bisogna chiarire che Arcelor Mittal non bonifica l’aria dal punto di vista ambientale, ma segue prescrizioni di aggiustamenti su alcune parti degli impianti. Quindi al termine del piano ambientale l’aria non sarebbe comunque bonificata. L’immunità ha coperto fino ad oggi tutto il pregresso, quindi loro non possono essere processati per tutto ciò che è avvenuto finora. L’impresa non sta rispettando i patti, neanche i livelli occupazionali garantiti. Ci sono lavoratori in cassa integrazione che sta pagando lo Stato. Serve un piano industriale da parte dell’Italia. Possiamo sederci a un tavolo tutti insieme, compresa l’azienda, e cercare di comprendere quali sono i passi da fare per la tutela dell’ambiente e del lavoro. Abbiamo proposto il modello Genova, dove nel 99 è stata chiusa la parte inquinante, mantenendo la parte a freddo. Crediamo che questo sia il modello da replicare anche a Taranto. Renzi parla di cordata alternativa? Al momento non abbiamo visto alcuna cordata alternativa. Fin quando non c’è una proposta fattiva non si può andare a ragionare sui se e sui ma. Mittal non è proprietaria dello stabilimento, è in affitto, quindi se venisse meno tornerebbe in mano ai commissari. Anche da questo punto di vista il terrorismo mediatico che è stato fatto non sussiste”.