Salute e benessere

Hikikomoro: i ragazzi che si chiudono nelle loro camere

Chi sono gli Hikikomori? E perché è così importante parlarne ai nostri giorni?

Lo abbiamo scoperto insieme alla Dott.ssa  Serenella Salomoni nella rubrica di Un Giorno Da Ascoltare, Quello Che le Donne non dicono.

Gli Hikikomori

Ci sono tante persone che ancora non sanno cosa siano gli Hikikomori, parole che viene dal Giappone e che vuol dire “stare in disparte”: è un fenomeno in costante crescita anche qui in Italia dove si contano più di centomila ragazzi che scelgono volontariamente la clausura e quella che dovrebbe essere la loro cameretta utilizzata per dormire o al limite per stare in relax, finisce così per diventare la loro vera e propria gabbia dalla quale gli è impossibile uscire! Sono per lo più adolescenti, quasi tutti ragazzi di sesso maschile e figli unici, che rifiutano in questo modo le convenzioni sociali che ci mettono in constante competizione con gli altri, a partire dalla scuola dove gli insegnanti esigono dagli alunni sempre di più perché quel che viene fatto non va mai bene.

Questi ragazzi, gli Hikikomori, sono molto sensibili e per questo motivo si chiudono in loro stessi rifiutando i dogmi sociali, a volte rifiutano anche il contatto con l’esterno attraverso i social che è l’unico contatto che si concedono solitamente. Abbandonano qualsiasi contatto sociale a parte quello con i genitori ma via via si potrebbero anche allontanare da questi. Attenzione però: non sono persone affette da patologie mentali nonostante nessuno di loro vogliano essere aiutati perché pensano di stare bene… Alla luce di ciò sono nate varie Associazioni in supporto di questo fenomeno e scritto molti libri per diffondere la consapevolezza che ci sono queste persone che hanno bisogno invece di essere aiutate; ancor più di loro i genitori di questi ragazzi hanno bisogno di essere sostenuti, attraverso un percorso psicologico mirato, con una persona che venga puntualmente a casa e abbia un colloquio con l’Hikikomori magari dietro la porta della sua camera/prigione.