Politica

Giulio Anticoli (Pres. Roma produttiva): “Basta additare i commercianti come evasori fiscali”

Giulio Anticoli, presidente di Roma produttiva, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Basta additare i commercianti come evasori fiscali. I grandi evasori fiscali sono nel mondo della distribuzione, in quello online. Si processa il commerciante per presunto reato, questa è una cosa ignobile. Se vogliamo stroncare il commerciante e farlo diventare un problema sociale da sostenere magari con un reddito di cittadinanza allora si vada avanti così. Bene pagamenti elettronici ma vanno detassate le commissioni, altrimenti è solo un regalo alle banche. Il centro commerciale oggi nasce nella città, non più fuori dal raccordo e questo comporta un’ulteriore perdita per i negozi già in crisi. C’è una strategia mirata nel distruggere il tessuto economico della città. Ho fatto un tentativo di un anno e mezzo di andare sulle grandi piattaforme online, riuscivo a vendere anche bene, ma alla fine in tasca non mi rimaneva niente. Sono favorevole alle chiusure domenicali. Ci stiamo ispirando più al sistema cinese che a quello australiano, creando grossi poteri economici e un mondo di schiavi che lavora per tenerli in vita”

Sull’evasione fiscale

 “Il commerciante è sempre commissariato, viene sempre controllato, additato come il grande evasore, mentre invece i grandi evasori fiscali sono nel mondo della distribuzione, in quello online. Si processa il commerciante per presunto reato, questa è una cosa ignobile. Se vogliamo stroncare il commerciante e farlo diventare un problema sociale da sostenere magari con un reddito di cittadinanza allora si vada avanti così. Abbiamo una concorrenza sleale spietata. Un commerciante paga tasse esorbitanti, un colosso del web praticamente niente. Oggi non è neanche più possibile eludere lo scontrino perché è tutto fiscalizzato, tutto fatto elettronicamente. L’uso della carta di credito è pari ormai al 90% dell’introito di un esercizio commerciale. Le commissioni sono tutti proventi che vanno alle banche a danno dell’attività produttiva. Se le commissioni fossero detassate per noi sarebbe anche molto più facile se tutti pagassero con carta, si risolverebbe anche il problema delle rapine. Ma se non vengono detassate si tratta di un regalo alle banche”.

Sui centri commerciali

“Il centro commerciale ha un’attrattiva che il negozio di strada non ha più, perché lì c’è il parcheggio grande, in strada bisogna fare lo slalom tra la mondezza, c’è la ztl, non c’è parcheggio. E’ difficile orientarsi per un romano, figuriamoci per uno che viene da fuori. Poi il centro commerciale oggi nasce nella città, non più fuori dal raccordo e questo comporta un’ulteriore perdita per i negozi già in crisi. C’è una strategia mirata nel distruggere il tessuto economico della città. Parigi alla fine ha tassato i centri commerciali per rifinanziare le attività del centro parigino e ricostruire quel tessuto commerciale nel centro storico”.

Sul commercio online

 “Ho fatto un tentativo di un anno e mezzo di andare sulle grandi piattaforme online, riuscivo a vendere anche bene, ma alla fine in tasca non mi rimaneva niente. Tra spese di spedizione, di gestione di piattaforma, la gestione del colosso, spesso ci si rimette”.

Sulle chiusure domenicali

 “Imporre chiusure domenicali significherebbe ricreare un equilibrio tra centro commerciale ed esercizi commerciali, dato che i centri commerciali fanno la maggior parte dei loro incassi nel weekend. Ovviamente bisognerebbe fare una distinzione tra negozi centrali e periferici. Però io sono assolutamente per la chiusura domenicale. Ci stiamo ispirando più al sistema cinese che a quello australiano, creando grossi poteri economici e un mondo di schiavi che lavora per tenerli in vita”.